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Il futuro della scuola viaggia in rete

Scritto da Federica Tanlongo Il . Inserito in internazionale . Visite: 5356

Il futuro della scuola viaggia in rete

Ecco le scuole europee che navigano a tutta banda sulle reti della ricerca europee: non solo per navigare sul web

Diverse reti nazionali della ricerca e dell’istruzione (NREN) in Europa lavorano per interconnettere le scuole alle loro dorsali. Si tratta di un compito non facile dati i numeri in gioco, che richiede un ripensamento della tipica organizzazione delle NREN, i cui utenti si contano a decine, centinaia nei casi dei paesi più grandi come l’Italia, ma non a migliaia, che è d’obbligo se si vuole collegare tutto il sistema dell’istruzione.

Si tratta di esperienze molto innovative, le prime al mondo visto che al di fuori dell’Europa l’interconnessione delle scuole alle reti della ricerca è ancora una chimera e solo Canada e Taiwan ne hanno interconnesse una parte. In Europa, invece, 8 paesi possono dire di aver collegato tutte o la gran parte delle scuole alla loro rete della Ricerca, offrendo alta qualità non soltanto a livello di interconnessione ma anche di servizi applicativi, come videoconferenza, e-learning, e-collaboration, accesso a biblioteche digitali e a contenuti online e garantendo al mondo della scuola una maggior vicinanza all’universo universitario, scientifico e culturale del paese e non solo. Dei grandi paesi, l’esempio più luminoso è rappresentato dal Regno Unito, con ben 25.000 scuole che accedono alla rete attraverso JANET. Altri esempi notevoli sono la Grecia che, grazie ad un progetto cofinanziato da fondi europei per lo sviluppo regionale, dal 2004 collega tutte le scuole, per un totale di 4.206 superiori e 9.855 primarie, e l’Irlanda, il cui primo progetto di broadband per la scuola risale al 2005 e che è oggi impegnata in un importante upgrade dell’infrastruttura.

Regno Unito: la scuola 2.0 è online

JANET, la NREN del Regno Unito, interconnette il locale equivalente dei nostri provveditorati direttamente o attraverso i Regional Broadband Consortia in Inghilterra, Irlanda del Nord, Scozia e Galles, creando così la dorsale nazionale delle scuole (National Education Network, NEN) e interconnettendo, attraverso questi poli di aggregazione, le scuole di ogni ordine e grado. Questo modello “indiretto” permette di ottimizzare le risorse utilizzate e gestire 25.000 scuole con risorse contenute. JANET offre alle scuole non solo connettività, ma anche servizi quali AAI, videoconferenza, messaggi di testo e, grazie alla partnership con importanti istituzioni culturali, una varietà di contenuti.

L’ interconnessione e i servizi di rete sono finanziati centralmente dal Ministero dell’istruzione per quanto riguarda l’Inghilterra e da agenzie regionali in Irlanda del Nord, Scozia e Galles. Altre istituzioni educative e culturali, come le scuole private, musei, gallerie e altri content provider possono comunque connettersi alla rete pagando un abbonamento. Tra i tanti contenuti a disposizione delle scuole inglesi, c’è il NLN materials service, tra le più vaste biblioteche di learning object di argomenti disparati, dalla storia alla teoria e tecnica dell’acconciatura, pensati per essere riutilizzati in vari contesti didattici e liberamente consultabili online. Ci sono poi moltissime risorse offerte da varie istituzioni, dai corsi in aula virtuale, ai video documentari, ai materiali multimediali, agli usi più creativi e innovativi dei canali multimediali: masterclass musicali della London Symphonic Orchestra, orientamento universitario con il servizio “virtual university”, interazione pre e post visita con il personale Natural History Museum, incontri in videoconferenza con i veterani organizzati dal Churchill War Rooms, incontri a tema ideati dai National Archives, in cui i più piccoli possono interagire con degli attori che spiegano la storia in modo divertente ed interattivo, o partecipano ad attività e workshop tematici, fino a veri e propri giochi di ruolo ambientati nella storia, in cui i bambini possono apprendere giocando, organizzati dal Wardown Museum. Numerose sono anche le risorse dedicate agli insegnanti, sia per l’aggiornamento professionale, sia per supportarli nell’uso dei nuovi strumenti ICT a loro disposizione e per garantire la sicurezza nella navigazione dei più giovani, ma anche per utilizzare al meglio i contenuti interattivi: così molti dei fornitori di contenuti offrono anche informazioni, materiali e supporto agli insegnanti, che possono organizzare le sessioni in modo tale da garantire ai loro studenti una fruizione ottimale. Abbiamo parlato con Emma Smith, coordinatore dei progetti video di JANET, per capire il segreto del loro successo.

Emma Smith

Emma Smith
JANET
Janet, Coordinatore progetti video
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Il vostro modello di interconnessione indiretta delle scuole tramite poli di aggregazione regionali vi permette di gestire un elevato numero di scuole: economie di scala a parte, quali sono i benefici di questo approccio?

C’è un gran potenziale in termini di servizi su base locale e regionale, qualcosa che JANET non offre direttamente ed è invece nelle mani dei Regional Broadband Consortia: il maggior beneficio è che i consorzi possono dedicarsi alla loro regione, concentrandosi su problemi, bisogni ed opportunità che sono specifici di una certa area, offrendo servizi personalizzati a un numero limitato di scuole. In questo modo è possibile per loro seguire gli utenti di persona, andare nelle scuole e fare opera di divulgazione e formazione, e questa attività svolta scuola per scuola è fondamentale per far conoscere i servizi e incentivare l’utilizzo della rete.

Qual è la banda passante tipica per ciascuna scuola o istituzione polo?

La banda disponibile a ciascuna scuola varia significativamente in ragione della loro localizzazione, con le scuole cittadine tipicamente collegate a larghissima banda e quelle rurali spesso penalizzate dalla localizzazione: l’ultimo collegamento, quello dal polo di aggregazione alla scuola, viene realizzato attraverso operatori commerciali, quindi in molti casi si tratta di una semplice ADSL. Per sedi particolarmente disagiate si può arrivare anche a utilizzare tecnologie alternative come il WIMAX o il satellite, ma solo quando una connessione “wired” proprio non è possibile. I collegamenti con minore capacità sono quelli a 2Mbps, ma oggi il Governo sta investendo per migliorare il livello globale di connettività per le scuole, quindi ci aspettiamo di poter cambiare presto la situazione anche per queste scuole meno fortunate.

A parte la connettività, offrite anche servizi dedicati alle scuole. Puoi dirci quali sono quelli più popolari?

Alle scuole offriamo videoconferenza, messaggi di testo e AAI. La parte più interessante per questi utenti è probabilmente la videoconferenza, non solo grazie ad un approccio al servizio che lo rende accessibile a chiunque, ma anche per via del gran numero di contenuti di qualità resi disponibili dai nostri content provider registrati.

Il livello di competenza dei docenti nell’utilizzo di strumenti ICT è sufficiente per approfittare di questi servizi, o c’è stato bisogno di fare del training?

In effetti, molti insegnanti non sono interessati a “sporcarsi le mani” con la tecnologia, vogliono semplicemente che il servizio funzioni in modo totalmente trasparente. Comunque, incontri introduttivi sulla videoconferenza si sono rivelati molto utili con questo tipo di utenti, per metterli a loro agio con il servizio e mostrare che, dopo tutto, la videoconferenza non ha niente di spaventoso!

Anche questo tipo di attività, che è stata particolarmente intensa quando abbiamo lanciato il servizio per le scuole, è gestita dai Regional Broadband Consortia e non direttamente da JANET. Quello che noi abbiamo fatto centralmente è stato semplificarlo al massimo: oltre alla classica prenotazione web, il servizio comprende un VC management centre, grazie al quale il bisogno di interagire con il sistema è ridotto al minimo e si può davvero “entrare nella stanza e partire” senza alcuna conoscenza del sistema. Il VC management centre offre assistenza con la connessione e supporto in tempo reale, ma si occupa anche dell’interoperabilità tra i diversi end-point, fino al punto di contattarli direttamente e inserirli nella multuttivideoconferenza in modo centralizzato: così, al limite, l’unica cosa che un utente deve davvero fare è accendere il suo apparato di videoconferenza! L’ interoperabilità è un aspetto molto importante per rendere davvero accessibile a tutti il servizio, indipendentemente da quale client si possieda ed è per questo che noi cerchiamo di supportarne il maggior numero possibile e offriamo anche l’opportunità di interconnettersi in audio attraverso una comune linea telefonica.

E i risultati si vedono....

Il servizio è diventato molto popolare ed entrato in qualche modo nel normale modo di fare scuola: per dare un’idea delle dimensioni del fenomeno, basti pensare che più di 8.000 scuole sono registrate al servizio di videoconferenza e che solo nell’ultimo mese hanno tenuto oltre 1.200 sessioni, l’88% delle quali a scopo didattico e solo una piccola parte per riunioni amministrative o altre attività di servizio.

Che genere di contenuti vengono offerti alle scuole? Quali contenuti o materie sono più popolari?

Ad oggi abbiamo 22 content provider registrati. L’ idea generale è che più contenuti abbiamo e più diversificati li abbiamo meglio è. Abbiamo varie materie, alcune molto generali ed altre molto specializzate, dedicate sia alle scuole primarie che secondarie, ed anche qualcosa per la materna. I contenuti preferiti dipendono molto dal tipo di scuola e dall’età dei ragazzi, ma in generale il servizio ha riscosso successo sia nelle scuole primarie che secondarie, con una leggera prevalenza delle prime, che potrebbe però dipendere dalla maggiore offerta disponibile.. Alcuni dei content provider sono particolarmente popolari, il che risulta in un utilizzo estensivo del canale di videoconferenza: ad esempio le prenotazioni per le attività organizzate da alcuni musei sono già esaurite fino alla fine dell’anno!

E l’Università?

Se eccettuiamo un content provider chiamato “Virtually University”, che produce contenuti specializzati, le università al momento non offrono questo tipo di contenuto su larga scala e stiamo provando a coinvolgerle maggiormente dato che vi è evidentemente un notevole potenziale, qui. D’altra parte sono molte, e spesso a noi sconosciute, le attività che scuole e università stanno realizzando tra loro, ed è sempre interessante scoprirle perché è frequente trovare nuovi creativi utilizzi degli strumenti ICT a cui nessuno di noi aveva pensato. Di recente abbiamo organizzato un “VideoConference day” in cui gli utenti hanno avuto modo di mostrare quello che fanno (e naturalmente molti hanno scelto di partecipare via VC!).

Qual è la strategia di JANET per coinvolgere nuovi content provider? Cosa offrite loro, e cosa gli domandate in cambio?

Tutto è cominciato con alcuni musei, che erano interessati a fornire dei contenuti e lavorare con noi per capire il modo migliore per farlo. Altri si sono uniti in seguito perché avevano sentito parlare di questa nuova esperienza e volevano farne parte. In altri casi ancora siamo noi a proporci e a cercare attivamente qualcuno che possa fornire un determinato contenuto per il quale c’è domanda, ma che ancora non fa parte dell’offerta. Il processo per aderire è semplice: per tre mesi il nuovo content provider può accedere al management center gratuitamente ed avere in comodato d’uso il nostro kit di videoconferenza, che include una videocamera, dei codec, uno schermo, microfoni, ecc, in modo da poter valutare il servizio. Al termine di questo periodo, se la valutazione è stata positiva, il nuovo provider si sottopone alla registrazione e i suoi contenuti entrano a far parte del nostro portfolio. I content provider pagano una fee annuale per il collegamento e servizi collegati.

Fate una selezione sui contenuti proposti? Quando si realizzano nuovi contenuti, gli utenti vengono consultati?

In linea di principio, i content provider sono liberi di progettare i loro contenuti come meglio credono, ma in pratica spesso non è così: alcuni di loro sono molto specializzati e sanno molto bene cosa vogliono offrire e come, mentre altri sanno soltanto che vorrebbero offrire una determinata materia, ma non hanno un piano preciso per farlo. In questi casi entriamo in gioco noi, in qualità di “consulenti”. Di solito una buona strategia è farli incontrare con alcune scuole, mostrare ciò che intendono fare e raccogliere direttamente il loro feedback, in modo da evitare il rischio di andare ad offrire qualcosa che non interessa a nessuno, e di concentrarsi sui bisogni reali degli utenti.

Per maggiori informazioni:  www.nln.ac.uk,  www.ja.net/communities/schools

IRLANDA: scuole a 100 mega entro il 2014

Il Regno Unito non è l’unico a investire sulle scuole: a partire dal 2005, HEAnet, la NREN irlandese è stata incaricata, nell’ambito del programma governativo “Broadband for Schools”, di realizzare una rete delle scuole che interconnette circa 4.000 scuole primarie e secondarie, offrendo loro anche una serie di servizi a valore aggiunto a livello di gestione della rete (inclusa configurazione e gestione da remoto del router utente), degli indirizzi IP e della sicurezza, nonché web hosting e servizio blog. Il progetto è finanziato dal Department of Education and Skills. Recentemente, il Governo irlandese ha “rilanciato” affidando ad HEAnet il compito di portare la connettività delle scuole a 100 Mbps entro il 2014. -
www.heanet.il