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Quando innovare è una tradizione

| Carlo Volpe | osservatorio della rete
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Presentata la strategia GARR per i prossimi anni, nel solco della continuità con i successi raggiunti, ma anche con importanti novità per la comunità dell’università e della ricerca

Nel settore delle telecomunicazioni dove i ritmi di crescita sono molto frenetici, non è mai semplice fare piani strategici e delineare la direzione a cui tendere a lungo termine. La storia di GARR insegna che saper pianificare bene e anticipare alcuni degli scenari futuri sono state spesso le chiavi di successo.

Per poter illustrare nei migliori dei modi il nuovo documento di visione dell’attività GARR, non potevamo scegliere persona più adatta di Angelo Scribano, che fin dagli albori ha vissuto tutte le fasi evolutive dell’organizzazione e che oggi presiede il Comitato Tecnico-Scientifico GARR che ha dato un contributo fondamentale alla stesura del piano.

L’infrastruttura di rete è la priorità assoluta di GARR e deve continuare ad esserlo nei prossimi anni

Professore, quali sono le caratteristiche principali della strategia che GARR ha delineato per i prossimi anni?

Il documento strategico è un mix di continuità e innovazione. GARR è un’eccellenza nel panorama delle reti di telecomunicazioni in Italia e a livello internazionale e quindi è fondamentale ribadire e rafforzare la propria missione che è principalmente quella di mantenere le caratteristiche di unicità nello sviluppo e nella fornitura di servizi di rete per l’università, la ricerca, l’istruzione e le attività culturali.

La rete GARR ha una caratteristica peculiare, ovvero quando funziona bene la maggior parte delle persone non si accorge della sua esistenza. Obiettivo primario quindi è continuare a garantire elevati standard di qualità, efficienza e affidabilità.

Alcuni capisaldi che hanno guidato la nostra azione restano invariati come la neutralità della rete, l’essere guidati dalle esigenze della comunità scientifica e non da considerazioni economiche o scelte di mercato, la simmetria della rete per offrire elevate capacità sia in download che upload, l’essere parte di un sistema mondiale di reti della ricerca interconnesse fra loro e con standard e policy condivise.

Tutti questi valori, uniti alla proprietà e al controllo diretto dell’infrastruttura fisica sono elementi abilitanti per mettere a disposizione della comunità un servizio che è al tempo stesso un laboratorio di innovazione.

Su questi principi, che sono il pilastro dell’azione GARR, si innestano gli elementi di maggiore novità che sono legati a sfide come quelle delle tecnologie cloud, dei nuovi servizi, della sicurezza informatica e dello sviluppo di competenze evolute e della sostenibilità energetica e ambientale.

Su questi temi si gioca buona parte del futuro di GARR come punto di riferimento per la comunità di utenti che rappresenta.

Iniziamo dunque dalla rete.

L’infrastruttura di rete è e deve continuare ad essere la priorità assoluta di GARR. Deve evolvere ed essere costantemente allo stato dell’arte della tecnologia in termini di capacità, affidabilità, sicurezza e latenza.

Dobbiamo puntare anche all’incremento della capillarità e alla riduzione del digital divide attraverso connessioni in fibra, la realizzazione di topologie chiuse e la ridondanza di punti di presenza. Per raggiungere questi obiettivi è necessario mantenere le competenze interne ai massimi livelli e assicurare i necessari finanziamenti.

Flessibilità e dinamicità sono, inoltre, due caratteristiche che rendono innovativa la rete grazie alla possibilità di far coesistere più reti, fisiche o virtuali, come ad esempio con la condivisione di spettro su risorse pregiate come i cavi sottomarini.

Quali saranno i nuovi aspetti su cui lavorare?

L’automazione riveste un ruolo centrale per potenziare il monitoraggio e il controllo della infrastruttura e dei servizi di rete. La tecnologia cloud, inoltre, costituisce un elemento indispensabile per lo sviluppo della nuova rete e l’evoluzione dei servizi necessari per gestirla, monitorarla e operarla mediante mini-data centre distribuiti su scala nazionale presso i PoP della rete GARR.

Una necessità è anche quella di migliorare la capacità di sfruttare a pieno le potenzialità della rete GARR da parte degli enti connessi. Occorre evitare che le reti locali diventino un collo di bottiglia nella fruizione dei servizi e quindi è necessario avviare un’attività di maggior coinvolgimento delle organizzazioni.

Rafforzare e diffondere largamente una cultura della rete aiuterà anche nella progettazione futura grazie ad una maggiore consapevolezza degli utenti di come evolvono nel tempo le proprie necessità.

Nel panorama ICT sembra che non si possa prescindere dalla tecnologia cloud. È davvero così?

L’infrastruttura cloud GARR ha una rilevanza, anche di immagine, che impone un’attenzione particolare rispetto ad altri servizi GARR. Per questo sarà mantenuta al top tecnologico in termini di funzionalità, affidabilità e sicurezza. Come gestore di una cloud per la ricerca, GARR continuerà a favorire la realizzazione di piattaforme federate a livello nazionale ed internazionale, contribuendo così al supporto alla ricerca scientifica italiana per lo sviluppo dell’Open Science.

Per lo sviluppo della cloud, ci sono due direzioni verso le quali GARR è orientata. La prima è un sistema cloud per il supporto e lo sviluppo delle proprie reti, considerando che progettare, gestire e ottimizzare una rete oggi significa avere una sempre maggiore capacità computazionale e di storage che oggi è su tecnologia cloud. In questa filiera, lo sviluppo di rete e cloud sono sinergici e procedono di pari passo.

La seconda direzione è quella di una piattaforma cloud a disposizione degli enti collegati. L’obiettivo è di evitare strutture fortemente concentrate e dedicate, ma piuttosto sfruttare la peculiarità della rete GARR come un unicum di interconnessione, per realizzare una federazione di infrastrutture esistenti, gestite in modo omogeneo.

Il prof. Angelo Scribano in un momento del workshop GARR 2023

Il prof. Angelo Scribano in un momento del workshop GARR 2023

Come si fa a mantenere lo sviluppo dei servizi competitivo ed esclusivo rispetto a quanto propone continuamente il mercato?

Negli anni, il successo di GARR si è basato sulla capacità di fornire ai suoi utenti servizi di rete che non venivano forniti da altre entità (commerciali e non) o che erano sostenibili economicamente. Alcuni di questi servizi sono divenuti essenziali per i ricercatori e pertanto devono essere aggiornati e mantenuti con continuità. Per la creazione di nuovi servizi, invece, è importante rafforzare l’ascolto delle esigenze degli utenti per individuare quali siano quelli davvero strategici. Tra quelli che meritano un’attenzione particolare, solo per fare degli esempi, ci sono i servizi di backup in rete accessibili ad alta velocità in modo sicuro o il supporto per la definizione, lo sviluppo e la connessione a strutture di disaster recovery sul territorio nazionale. O ancora servizi di archiviazione a lungo termine o servizi di accesso al patrimonio culturale digitalizzato.

Trasversali a tutti i servizi sono le identità digitali che ne garantiscono l’accesso. Un tema che è in continua evoluzione.

È senza dubbio così. GARR ha un ruolo unico in questo ambito e deve continuare a rappresentare un punto di riferimento per la comunità dell’università e della ricerca. È importante essere coinvolti nelle discussioni nazionali ed internazionali, rafforzando anche le relazioni con le autorità che governano i temi del digitale per porre l’attenzione sulla facilità d’uso e sull’inclusione di tutte le applicazioni esistenti e future nelle federazioni della ricerca e dell'istruzione.

Un’altra sfida crescente per tutti è la cybersecurity. Quali saranno le azioni di GARR?

Il continuo aumento della capacità di trasporto e della capillarità sul territorio insieme alla quantità di dispositivi eterogenei connessi rende la rete GARR un asset sempre più critico, e quindi degno di estrema attenzione dal punto di vista della cybersecurity. Diventa indispensabile potenziare le capacità di difesa, contenimento e reazione, ma GARR non può agire da solo ed è necessario un forte coinvolgimento di tutti gli enti connessi. Occorre individuare un punto di equilibrio fra la necessità di intervenire a livello centralizzato e quella di distribuire le policy di controllo della sicurezza il più vicino possibile alle entità da proteggere.

Gli enti connessi vanno incoraggiati a dotarsi di una struttura interna per la gestione della sicurezza (che in alcuni casi già esiste) che si rapporti in maniera diretta con il gruppo GARR che si occupa di sicurezza. Solo in questo modo è possibile intervenire su più livelli sia a livello centrale che periferico. Centralmente, ad esempio, sarà possibile introdurre maggiore intelligenza algoritmica per effettuare analisi più evolute nel monitoraggio e nel contenimento delle minacce consentendo di rilevare tempestivamente gli attacchi ed i malfunzionamenti e automatizzando le contromisure.

A livello locale invece le strategie di difesa possono essere più precise e granulari. Ciò richiede, tuttavia, un forte coordinamento fra tutti gli attori coinvolti nelle varie organizzazioni. Bisogna superare l’azione indipendente o isolata e favorire la cooperazione e un ampio scambio di dati e segnalazioni. L’obiettivo è creare un ecosistema di sicurezza che coinvolga e protegga tutti e per farlo serve un soggetto “orchestratore”. GARR è per sua natura adatto a svolgere questo ruolo di coordinamento per le problematiche di sicurezza e per la diffusione delle informazioni.

Il successo di tutte queste azioni passa anche dalla disponibilità di competenze elevate. Come si può invertire la tendenza attuale?

GARR, nel proprio piccolo, è costantemente attivo nel settore della formazione per sviluppare e ampliare le competenze tecniche all’interno degli enti. E non solo, puntiamo molto sui giovani, ad esempio con opportunità come le borse di studio Orio Carlini o percorsi di formazione e inserimento lavorativo come l’Academy.

Nella strategia GARR questo tema è molto sentito e c’è l’impegno per rafforzare la collaborazione e lo scambio di informazioni e buone pratiche nella comunità dell’università e della ricerca. Credo che questo resti un valore aggiunto imprescindibile e che caratterizzi anche in maniera unica il nostro operato.

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