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Il ruolo dei data steward nella ricerca e la comunità italiana

| Monica Forni, Chiara Basalti, Giulia Caldoni, Sara Di Giorgio, Emma Lazzeri, Valentina Pasquale, Valentina Colcelli | la voce della comunità
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La nascita della comunità dei data steward in Italia: avviato un percorso verso il riconoscimento professionale e lo sviluppo delle competenze grazie al progetto europeo Skills4EOSC

di Monica Forni, Chiara Basalti e Giulia Caldoni, Università di Bologna
Sara Di Giorgio, Emma Lazzeri, GARR
Valentina Pasquale, IIT, Valentina Colcelli, CNR

Per garantire una gestione e conservazione ottimale dei dati della ricerca, è diventata cruciale l’introduzione della figura professionale del data steward nelle università e nei centri di ricerca. I professionisti che rispondono a questa definizione, anche se identificati con qualifiche diverse, ricoprono una serie di funzioni fondamentali lungo l’intero ciclo di vita dei dati, gestendo e coordinando ogni aspetto che influisce sulla qualità e validità delle informazioni, specialmente quando si trattano dati sensibili o critici.

È diventata cruciale l’introduzione della figura professionale del data steward nelle università e nei centri di ricerca

I data steward operano in ruoli e contesti diversi e possiedono:

  1. conoscenza specialistica relativa alla raccolta e gestione dati in ambiti di ricerca specifici;
  2. competenze tecniche sulla programmazione, gestione di database, sicurezza, e aspetti legali ed etici della gestione e condivisione dei dati;
  3. abilità comunicative e organizzative per facilitare il dialogo tra ricercatori, infrastrutture e organizzazioni di ricerca,
  4. ruolo di mediazione tra i produttori e utilizzatori di dati di ricerca.

L’affermazione di queste figure, sia nel percorso formativo, sia nel riconoscimento di questa nuova professionalità all’interno delle carriere accademiche, rimane un processo poco standardizzato. Il progetto europeo Skills4EOSC affronta questa sfida, sviluppando una metodologia e risorse didattiche per la formazione di professionisti che sostengono la gestione dei dati di ricerca e promuovono la scienza aperta. L’obiettivo è valorizzare e potenziare i data steward e altri ruoli chiave nell’ambito dell’Open Science. Avviato nel settembre 2022 e coordinato dal GARR, il progetto ha lavorato sulle metodologie per armonizzare i profili curriculari, su cui saranno costruiti i percorsi formativi, che verranno erogati a partire dalla seconda metà del 2024, dai Centri di Competenza affiliati. Oltre a favorire l’armonizzazione delle pratiche e lo scambio di conoscenze, Skills4EOSC offre supporto nella costruzione delle comunità dei data steward attraverso il Data Steward Network Starter Kit. Questo kit è stato utilizzato dal Competence Centre ICDI, capofila del progetto Skills4EOSC, per fondare la comunità dei data steward italiani.

Il primo passo è stato individuare la presenza di figure professionali con funzioni di supporto alla gestione dei dati della ricerca e che possano essere identificate con il titolo professionale di data steward. È stato lanciato un sondaggio online che da aprile a settembre 2023 ha permesso di raccogliere informazioni sull’inquadramento professionale, le attività di supporto e, più in generale, la strutturazione del servizio di circa 80 data steward, provenienti da 21 università e 20 centri di ricerca in tutto il territorio italiano. Inoltre i partecipanti al sondaggio sono stati invitati a manifestare il loro interesse ad essere coinvolti in un percorso di condivisione e costituzione di una comunità nazionale.

foto di gruppo

Il 7 novembre 2023 si è tenuto a Roma il lancio ufficiale della Comunità Italiana dei data steward

Sulla base delle manifestazioni di interesse raccolte nel survey, è stata attivata agli inizi di ottobre 2023 una mailing list per facilitare la comunicazione all’interno della comunità nascente. Il 7 novembre è stato perciò organizzato il primo l’incontro del gruppo in presenza a Roma.

L’incontro, molto partecipato, ha permesso un’analisi del ruolo del data steward, identificando le principali aree di interesse: la definizione del profilo professionale e l’identificazione delle competenze richieste. L’incertezza sull’inquadramento istituzionale di questi ruoli e la scarsa riconoscibilità hanno evidenziato infatti l’importanza di un percorso formativo specializzato. Inoltre, grazie al progetto Skills4EOSC, è stato possibile avviare un confronto con Curtis Sharma, dell’Università di TU Delft, tra le realtà più avanzate in questo campo, per conoscere la loro esperienza e trarre ispirazione.

locandina

Il data steward è stato riconosciuto come figura in grado di garantire la riproducibilità e la qualità dei dati durante tutto il processo di gestione dei dati della ricerca. Se da una parte la stesura di un Data Management Plan, spesso collegata ad obblighi di progetto, è spesso la principale spinta per il coinvolgimento attivo dei ricercatori nelle buone pratiche di gestione dei dati (secondo un approccio FAIR by design), la formazione continua dei data steward deve essere un’attività strategica per la diffusione della pratica della Scienza Aperta.

Il ruolo della comunità nella formazione dei data steward sia futuri che attuali, è stato strettamente legato all’organizzazione di attività di training, che potrebbero prevedere anche strumenti specifici di utilità comune, come editor di DMP online, sistemi di version control, profili per l’implementazione FAIR delle risorse e affrontare questioni specifiche nei vari domini disciplinari, come ad esempio, aspetti legali e gestione di dati sensibili.

Il tema dello scambio di conoscenze all’interno della comunità ha messo in luce l’importanza di condividere esperienze e pratiche

Durante il meeting, il dibattito sull’importanza del riconoscimento professionale del ruolo del data steward è stato cruciale. La comunità ha considerato attivamente di contribuire a questo obiettivo delineando le competenze essenziali per i data steward e coinvolgendo diversi attori, dai ricercatori alle istituzioni e ai decisori politici. Inoltre, si è discusso dell’organizzazione della comunità, valutando la prospettiva di creare un’associazione nel prossimo futuro.

Il tema dello scambio di conoscenze all’interno della comunità ha messo in luce l’importanza di condividere esperienze e pratiche, mirando all’apprendimento reciproco e a evitare sovrapposizioni. Sono state inoltre esplorate strategie per una comunicazione e condivisione efficaci.

I contributi raccolti hanno costituito una base solida per le prossime attività della comunità, arricchendo la prospettiva attraverso la diversità delle esperienze. Questo approccio si è rivelato fondamentale per una comunità coinvolgente e attenta alle esigenze dei suoi membri. Le attività della comunità continuano perciò con incontri online bimestrali, per facilitare lo scambio di buone pratiche e lo sviluppo di un piano operativo, in vista di un prossimo incontro in presenza a Bologna nella prima metà del 2024.

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