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Competenze hi-tech: una ricetta per attrarre giovani talenti

Competenze hi-tech: una ricetta per attrarre giovani talenti

| Carlo Volpe | servizi alla comunità

Articolo letto 743 volte

Si è conclusa con successo la prima edizione della GARR Academy, l’iniziativa lanciata per formare e avviare al lavoro nuovi DevOps Engineer

Francesco, Alfredo, Filippo, Sara, Davide, Luca, Manfredi, Lorenzo e Damiano: prendete nove giovani studenti con un’età media di 22 anni, provenienti da tutta Italia e uniti dalla stessa passione per l’informatica, aggiungete, come docenti, esperti di networking e servizi ICT, anche loro mediamente al di sotto dei 35 anni e immaginate come, per 4 settimane, gli uffici romani di GARR possano essere stati invasi di energia, entusiasmo e freschezza.

La GARR Academy è stata soprattutto questo e ciò che gli allievi hanno raccontato a fine corso disegna un quadro unanime sull’atmosfera che si è creata. Le loro parole chiave sono state interesse, curiosità, formazione, ma più di tutto gruppo, amicizia, collaborazione. Insieme alla competenza dei docenti, hanno tenuto a sottolineare.

Kubernetes, Ansible, Docker e tanti altri argomenti: gli allievi hanno apprezzato la possbilità di mettere le mani in pasta e sperimentare in concreto su tecnologie già in produzione

In aula, gli argomenti preferiti sono stati Kubernetes “e la sua applicazione per la fornitura di servizi affidabili e sicuri”, come ci dice Luca, oppure Ansible “per la possibilità di utilizzare la tecnologia per automatizzare i processi”, come raccontano in tanti o ancora Docker come hanno scelto Sara e Damiano. Tutti però concordano sul fatto che l’aspetto più interessante sia stato “mettere le mani in pasta”, ovvero sperimentare concretamente sul campo, guidati dalle indicazioni di professionisti che lavorano tutti i giorni con queste tecnologie. In questo l’Academy ha rappresentato qualcosa di diverso, in grado di arricchire e di essere complementare agli insegnamenti teorici dell’università.

Ma da dove nasce l’idea della GARR Academy e perché è stato avviato un percorso di questo tipo? Ce lo spiega la direttrice Claudia Battista che la descrive come “una risposta all’esigenza di trovare personale giovane in grado di sviluppare software per una rete che sta evolvendo e diventando sempre più complesssa. L’approccio tradizionale” continua la direttrice, “non è più sufficiente e l’Academy si è rivelata un’esperienza positiva, interamente gestita con docenti che fanno parte dello staff GARR. Abbiamo sfruttato le loro elevate competenze nel settore scegliendo anche docenti molto giovani per ridurre la distanza con gli allievi.”

foto di gruppo degli allievi con alcuni dei docenti

Foto di gruppo degli allievi con alcuni dei docenti

“Negli ultimi anni abbiamo trasformato il nostro modo di operare, portando in casa le competenze necessarie” conferma Massimo Carboni, CTO GARR. “Tuttavia, con l’adozione di tecnologie di automazione, abbiamo sempre più bisogno di colleghi che sappiano lavorare in modo diverso secondo quei nuovi paradigmi che viviamo quotidianamente per la gestione dei problemi complessi. Per questo abbiamo messo a disposizione il nostro know-how a giovani volenterosi di apprendere, perché nel mercato del lavoro le risorse che cerchiamo sono molto rare”.

Sfide digitali sempre nuove, tecnologie che si rinnovano con un ciclo di vita molto rapido, cambiamenti sociali post-pandemia sono, infatti, tutti ingredienti di un panorama del settore ICT in continuo fermento. Negli ultimi anni, quasi tutte le organizzazioni nei diversi settori operativi, si stanno confrontando con questo problema comune: trovare, assumere e trattenere giovani talenti nelle professioni più tecnologiche.

foto di Patrizia Landi

Patrizia Landi, responsabile dell’Ufficio Risorse Umane di GARR il giorno della presentazione dell’Academy dà il benvenuto agli allievi

La domanda è molto alta, la competizione serrata e per le organizzazioni pubbliche è ancora più difficile il confronto con le realtà private. Completa lo scenario critico, il dato, rilevato da Eurostat, dell’Italia che con il 72,8% è il paese europeo con la più alta percentuale di specialisti ICT con più di 35 anni.

GARR, anche attraverso l’Academy, prova ad arginare questo fenomeno e porsi anche come motore di un cambiamento. Significativo il fatto che i docenti dell’Academy abbiano in media proprio 35 anni, in controtendenza rispetto ai dati Eurostat.

I docenti dell’Academy, scelti tra il personale GARR, hanno in media 35 anni, in controtendenza rispetto ai dati Eurostat sull’impiego nel settore ICT

La prima edizione della GARR Academy è stata dedicata alla formazione di DevOps Engineer: figure specializzate nell’ambito dello sviluppo, della gestione e dell’evoluzione dei servizi ICT con i più moderni standard di qualità. Questo profilo professionale è tra i più ambiti sul mercato del lavoro e anche il più richiesto dalle aziende all’estero. Si tratta di figure che uniscono diverse competenze e per le quali c’è una domanda molto elevata: il rapporto Anpal-Unioncamere ”Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2022-2026)” stima infatti per i prossimi cinque anni un fabbisogno di professionisti con un mix di almeno due e-skills di grado elevato fra le 875mila e le 959mila unità.

L’Academy è stato un programma gratuito e full immersion della durata di 120 ore dedicato alla formazione di neolaureati e neodiplomati su argomenti tecnici senza tralasciare importanti nozioni di team building, problem solving, tecniche di delega e negoziazione, sicurezza sul lavoro. Tra gli argomenti trattati: Linux, Python base, templating Jinja, Ansible, Git e GitLab, Docker, Workflow CI/CD in GitLab, sviluppo di architetture software con Kubernetes, metodologia DevOps focalizzata sui servizi GARR.

A tracciare un bilancio conclusivo dell’esperienza è Patrizia Landi, responsabile dell’Ufficio Risorse Umane. “Siamo molto soddisfatti di questa esperienza che ha avuto degli ottimi risultati sia all’interno che all’esterno della nostra organizzazione.

Internamente, un valore molto positivo, è stato il senso di appartenenza che è venuto fuori tra i dipendenti di varie aree operative durante le fasi organizzative e nel corso delle lezioni. È stato bello vedere in azione, ancora una volta, lo spirito GARR con tante persone impegnate e coese verso un obiettivo comune. E lo abbiamo fatto nel nostro classico stile lavorativo: con piacere, divertendoci e in leggerezza.

foto di gruppo

Dal punto di vista esterno, invece, è motivo di orgoglio aver dato la possibilità a giovani talenti che si affacciano al mondo di lavoro di entrare in contatto con professionisti dalle competenze uniche. Il percorso non si è limitato all’aspetto formativo e ha dato buoni frutti anche in termini di occupazione. A partire da dicembre, infatti, 5 ragazzi sono entrati a far parte del nostro staff, ricoprendo la posizione di DevOps Engineer nelle sedi di Roma e Milano”.

E per il futuro? L’esperienza di quest’anno potrebbe non rimanere isolata. È ancora presto per parlarne ma c’è l’intenzione di ideare nuove edizioni, condividendo il percorso intrapreso anche con le altre reti della ricerca a livello internazionale e magari avviare nuove fruttuose collaborazioni.

foto di gruppo

Durante il percorso formativo, gli allievi hanno avuto la possibilità di partecipare al Workshop GARR, uno dei momenti più importanti di confronto con la comunità

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Gli allievi della GARR DevOps Academy si raccontano

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