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credits: NSF–DOE Vera C. Rubin Observatory/NOIRLab/SLAC/AURA

Primi alert scientifici emessi dal Vera C. Rubin Observatory

| Ufficio Stampa CNR | Storie

#LaRicercaComunica

Il Vera C. Rubin Observatory apre una nuova era nell’osservazione del cielo, grazie a IA, supercalcolo e fino a 7 milioni di alert astronomici per notte.

Il Vera C. Rubin Observatory, inaugurato nel 2025 sulle Ande cilene, da febbraio di quest'anno ha iniziato a diffondere i primi alert scientifici, avviando l’osservazione dinamica e in tempo reale del cielo notturno tramite la Legacy Survey of Space and Time (Lsst).

Il progetto, che vede la partecipazione attiva dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), produrrà 10 terabyte di dati a notte grazie alle riprese della camera digitale del telescopio da 3200 megapixel, la più grande mai costruita. Per gestire questa immane mole di dati, algoritmi avanzati confrontano istantaneamente le nuove foto con i dati storici, inviando fino a 7 milioni di notifiche notturne in soli due minuti per segnalare supernove o asteroidi. Questa complessa orchestrazione digitale poggia su database evoluti, piattaforme "broker" e soluzioni di high performance computing e machine learning, inaugurando una nuova era per lo studio dell'universo.

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