
La fibra come strategia
| Elis Bertazzon | Networking
GARR ha decuplicato la capacità della sua rete in 10 anni scegliendo la fibra spenta. Claudia Battista e Massimo Carboni raccontano la strategia dietro GARR-T.
La rete GARR, con i suoi 24.000 km di fibra ottica e collegamenti fino a 800 Gbps, è tra le reti della ricerca più capillari e performanti d'Europa. Negli anni GARR, l’organizzazione che ne è l’artefice, si è distinta per la scelta di acquisire fibra spenta anziché noleggiare capacità dagli operatori. Così facendo, negli ultimi 10 anni, ha decuplicato la capacità della sua infrastruttura ottica, passando da 3 a 37 Tbps. Un cambiamento simile non avviene per caso ma è il frutto di una strategia molto precisa e forse di qualcosa in più: ne abbiamo parlato con la direttrice Claudia Battista e il CTO GARR Massimo Carboni.
La Direttrice GARR Claudia Battista e il CTO GARR Massimo Carboni in un momento del Workshop GARR 2025
I punti cardine dell’evoluzione GARR-T
Perché investire nella fibra spenta? Per comprenderne le ragioni occorre guardare ad alcuni fattori chiave che, come sottolinea Carboni, non sono di natura tecnica. Il primo e forse il più importante è la visione di GARR secondo la quale il vero divario da colmare nel Paese vada oltre il cosiddetto digital divide e sia il cultural divide, cioè un accesso iniquo alla cultura e all’istruzione. “In questo contesto la fibra ottica passa dall’essere un mero strumento ad una struttura abilitante per la partecipazione sociale alla cultura” commenta Carboni. C’è poi stata l’opportunità fornita da condizioni di mercato favorevoli, con una disponibilità di fibra ottica a prezzi accessibili: un’occasione che GARR ha voluto e saputo cogliere. Il terzo fattore è il senso di identità di GARR: “costruiamo la rete perché noi siamo la rete, i bit appartengono agli utenti. Gli utenti sono il contenuto, GARR il mezzo”. Il quarto elemento è il potenziale di innovazione: “dal sensing, alla distribuzione del tempo/frequenza alle comunicazioni quantistiche, un’infrastruttura in fibra ottica porterà usi che non possiamo oggi ancora comprendere del tutto”.
La fibra ottica passa dall’essere un mero strumento ad una struttura abilitante per la partecipazione sociale alla cultura
La nascita della nuova rete
Nel 2018/19 GARR avvia il progetto GARR-T. “È stata pensata per traffico e capacità nell’ordine dei terabit”, spiega Carboni. “Un’infrastruttura scalabile, flessibile e a prova di futuro, capace di crescere in capacità e servizi e restare affidabile grazie ad automazione e monitoraggio”. La soluzione è l’acquisto di fibra spenta tramite contratti IRU (Indefeasible Right of Use), garantendo flessibilità tecnologica e indipendenza dagli operatori
“L'espansione della rete è stata il risultato di una strategia deliberata”, afferma la direttrice Battista. “L'obiettivo era garantire capillarità uniforme su tutto il territorio nazionale, assicurando alle istituzioni connesse le stesse opportunità in termini di banda, circuiti e servizi avanzati sull'infrastruttura ottica, indipendentemente dalla loro posizione geografica”.
Avviato grazie ai contributi dei soci di GARR e successivamente sostenuto anche dai finanziamenti del PNRR attraverso i progetti ICSC e TeRABIT, GARR-T ha esteso la rete alle aree dove il mercato non offriva soluzioni adeguate. Le principali criticità hanno riguardato le trattative con gli operatori, la copertura delle aree meno servite da infrastrutture e il coordinamento con i tempi dei finanziamenti, superate grazie a una pianificazione pluriennale e alla collaborazione con le istituzioni a cui è destinata e che ne ospitano i principali punti di presenza.
nche l'accensione della fibra (lighting) ha richiesto investimenti significativi negli apparati ottici e una costante attenzione alla gestione del loro ciclo di vita. “Nel complesso, i costi sono stati assorbiti dalla pianificazione finanziaria, confermando la sostenibilità del modello GARR rispetto al noleggio di capacità su reti di terzi, che offre minore controllo dell'infrastruttura, autonomia nelle scelte e scalabilità nel tempo”, osserva Battista.
Dalla strategia ai risultati
GARR-T ha portato la capacità della dorsale da 3 a 37 Terabit al secondo e introdotto collegamenti minimi di 100 Gbps, fino a link da 1,6 Tbps realizzati grazie alla condivisione dello spettro ottico. “I benefici principali sono una maggiore autonomia nella gestione della rete, una capacità di risposta rapida alle esigenze degli utenti, una riduzione dei costi a lungo termine rispetto al noleggio di capacità e la possibilità di offrire connettività ad altissima velocità, 100G, 400G e oltre, a un numero crescente di istituzioni”, spiega Battista.
Sul fronte tecnologico, si prevede l'evoluzione verso capacità trasmissive di 800 Gbps e 1600 Gbps
Per Carboni, un indicatore chiave dell’impatto è la disponibilità di un'infrastruttura fisica capillare e ridondante. Il modello operativo di GARR si fonda su una rete progettata per essere intrinsecamente affidabile, grazie a scelte topologiche e architetturali gestite internamente. “L'affidabilità non dipende principalmente dai contratti o dagli SLA, ma dalla topologia della rete. L'obiettivo è garantire almeno tre vie indipendenti sul territorio nazionale, così che, anche in caso di tagli fisici lungo diversi assi, rimangano comunque disponibili percorsi alternativi o quasi equivalenti”. Per questo GARR ha privilegiato contratti relativamente flessibili sul piano degli SLA, investendo invece nell'aumento della magliatura, della ridondanza e della capillarità della dorsale e degli accessi. “L'obiettivo non è gestire il disservizio quando accade, ma ridurre, fino quasi ad azzerare, il rischio che accada”, aggiunge Carboni, ricordando come anche l'automazione di rete, elemento cardine di GARR-T, contribuisca direttamente alla resilienza e alla prevedibilità del comportamento dell'infrastruttura.
L'espansione ha consolidato il ruolo di GARR come infrastruttura di riferimento per la ricerca italiana, rafforzando al tempo stesso le competenze interne nella gestione di reti ottiche avanzate e offrendo alle istituzioni connesse una rete più potente, affidabile e pronta a sostenere servizi ad alta intensità di traffico.
“Tra i risultati più significativi c’è stata la possibilità di estendere la connettività ad alta capacità anche alle sorgenti dei dati, ovvero agli esperimenti stessi, spesso dislocati in aree geografiche remote e storicamente difficili da raggiungere con infrastrutture adeguate”, racconta Battista. Un ulteriore risultato inatteso ha riguardato la risposta del mercato: gli operatori coinvolti hanno dimostrato di saper raccogliere le sfide tecnologiche introdotte da GARR, contribuendo a superare le difficoltà legate alla distanza dei siti e ai tempi molto stretti di realizzazione. Secondo Battista, questo conferma come una domanda pubblica qualificata e tecnicamente ambiziosa possa fungere da leva per elevare le capacità dell’intero ecosistema di mercato.
Guardando al futuro
Il percorso, però, non può dirsi concluso. GARR intende continuare a espandere la propria infrastruttura in fibra spenta seguendo due direttrici principali. Sul fronte tecnologico, si prevede l'evoluzione verso capacità trasmissive di 800 Gbps e 1600 Gbps. Sul fronte dei servizi, l'obiettivo è un maggiore coinvolgimento nei cosiddetti non-data-service, ovvero servizi che sfruttano l'infrastruttura ottica per applicazioni che vanno oltre il trasporto dati tradizionale: distribuzione di tempo e frequenza, sensing distribuito su fibra e servizi nell'ambito delle comunicazioni quantistiche. “Questi ambiti rappresentano frontiere emergenti nelle quali l'infrastruttura in IRU di GARR costituisce già oggi una piattaforma abilitante unica nel panorama italiano”, sottolinea Carboni.
Rispetto al percorso compiuto, Battista e Carboni concordano sul fatto che il successo del progetto sia nato dall'incontro fra una domanda qualificata e tecnicamente esigente e un'offerta di mercato capace di raccoglierne la sfida. Una combinazione difficilmente ripetibile, che rende il patrimonio infrastrutturale costruito da GARR ancora più prezioso per la ricerca e per il Paese.
In breve
Perché GARR ha scelto di acquisire fibra spenta invece di noleggiare capacità dagli operatori?
Perché garantisce maggiore autonomia, controllo dell'infrastruttura e scalabilità nel tempo. Attraverso contratti IRU (Indefeasible Right of Use), GARR ha potuto decuplicare la capacità della propria dorsale, passando da 3 a 37 Terabit al secondo in dieci anni, riducendo al contempo i costi a lungo termine rispetto al noleggio.
Cos'è GARR-T e quali risultati ha raggiunto?
È l'infrastruttura di rete nazionale della ricerca italiana, avviata nel 2018/19 con finanziamenti dei soci e poi sostenuta anche dai finanziamenti PNRR attraverso i progetti ICSC e TeRABIT. Ha portato la capacità della dorsale a 37 Tbps, con collegamenti minimi da 100 Gbps e link fino a 1,6 Tbps, estendendo la connettività ad alta capacità anche ad aree remote storicamente difficili da raggiungere.
In che modo la topologia della rete garantisce l'affidabilità di GARR-T?
Secondo il CTO Massimo Carboni, l'affidabilità non dipende principalmente dai contratti o dagli SLA, ma dalla struttura fisica della rete: l'obiettivo è garantire almeno tre percorsi indipendenti sul territorio nazionale, così che eventuali tagli fisici lascino comunque disponibili percorsi alternativi, riducendo drasticamente il rischio di disservizi.




