Namex GARR Open Lab: un ambiente di test per reti di nuova generazione
| Marta Mieli | Networking
Un laboratorio multi-vendor per accelerare innovazione, testing e affidabilità nell’evoluzione delle infrastrutture digitali
Le infrastrutture digitali rappresentano oggi un pilastro essenziale per la ricerca scientifica, l’innovazione e la gestione dei servizi avanzati. La crescente complessità delle reti, l’evoluzione delle tecnologie hardware e software e la necessità di garantire affidabilità, scalabilità e continuità operativa rendono sempre più strategico poter sperimentare in ambienti controllati prima di introdurre nuove soluzioni in produzione.
In questo contesto è stata ideata una piattaforma collaborativa multi-vendor promossa da GARR insieme a Namex, concepita come uno spazio condiviso per la sperimentazione in un ambiente realistico e dinamico. Il progetto, denominato Namex GARR Open Lab, coinvolge operatori, ricercatori e aziende in un’iniziativa aperta e collaborativa.
Ne parliamo con due dei protagonisti dell’iniziativa: Nino Ciurleo, ingegnere informatico del gruppo Data Centre Network di GARR, e Flavio Luciani, Chief Technology Officer di Namex.
Perché oggi è fondamentale disporre di ambienti dedicati alla sperimentazione prima di introdurre nuove tecnologie in produzione?
NC: Le soluzioni offerte dai vendor sono molto flessibili, ma non sempre risultano perfettamente adatte alle specifiche applicazioni che si vogliono implementare. La sperimentazione permette di testare gli apparati direttamente nell’ambiente in cui dovranno operare, verificandone non solo le funzionalità intrinseche, ma anche l’interoperabilità con componenti differenti, come apparati di altri vendor o sistemi di gestione, automazione e monitoraggio.
Qual è il valore concreto di testare scenari realistici invece di affidarsi esclusivamente a simulazioni teoriche?
NC: Gli apparati di rete di ultima generazione implementano molte funzionalità direttamente in hardware, attraverso componenti elettronici dedicati che consentono di raggiungere prestazioni molto elevate. Le simulazioni virtualizzate, in molti casi, non riescono a riprodurre fedelmente né le performance né tutte le funzionalità disponibili sugli apparati fisici.
Una sperimentazione eseguita con hardware reale consente quindi di evitare criticità inattese dopo l’acquisizione di dispositivi spesso molto costosi. Inoltre, sia GARR sia Namex possono beneficiare dei risultati ottenuti dagli utenti del laboratorio, contribuendo a creare un ambiente di test in continua evoluzione.
Quale valore strategico rappresenta per Namex questa iniziativa sviluppata insieme a GARR?
FL: Per Namex questa iniziativa ha un valore strategico molto concreto: creare un ambiente condiviso dove sperimentare tecnologie di rete avanzate in un contesto reale. L’obiettivo è accelerare la validazione di nuove architetture per data centre, ridurre il rischio tecnologico prima della messa in esercizio e favorire l’adozione di soluzioni innovative legate ad automazione, telemetria e reti di nuova generazione.
C’è anche un importante aspetto di efficienza e sostenibilità. Condividere infrastrutture, competenze e know-how operativo permette di ottimizzare le risorse, valorizzare il riuso degli apparati e rendere più efficace l’intero ciclo di testing e sviluppo.
La collaborazione con GARR aggiunge ulteriore valore perché mette insieme due ecosistemi complementari: il mondo della ricerca e dell’innovazione accademica e l’esperienza operativa di un Internet Exchange Point come Namex.
In che modo un laboratorio condiviso consente di sperimentare senza compromettere l’affidabilità dei servizi digitali?
NC: Il laboratorio è completamente isolato dall’infrastruttura di produzione, così da garantire che eventuali problemi, come ad esempio errori di configurazione, non possano propagarsi all’esterno.
L’accesso ai dispositivi è regolato tramite VPN e tutti i collegamenti della rete di test restano confinati all’interno dei rack del laboratorio, senza connessioni verso l’esterno. Questo consente di garantire continuità e affidabilità dei servizi operativi anche durante attività di sperimentazione avanzata.
Quali opportunità offre il Namex GARR Open Lab alla comunità della ricerca e agli operatori del settore?
FL: Il laboratorio rappresenta un punto di incontro diretto tra vendor, operatori di rete e comunità della ricerca, favorendo collaborazione tecnica, scambio di competenze e sviluppo congiunto di casi d’uso innovativi.
Per i consorziati significa poter verificare sul campo il comportamento delle proprie soluzioni in ambienti eterogenei, raccogliere feedback qualificati e contribuire all’evoluzione di best practice e architetture di nuova generazione.
Per il mondo della ricerca è un’opportunità per sperimentare sul campo nuove soluzioni che altrimenti sarebbe molto difficile studiare.
Quanto conta la collaborazione tra operatori, aziende e mondo della ricerca nello sviluppo delle infrastrutture digitali?
NC: L’idea alla base del progetto è condividere i risultati delle sperimentazioni con tutti gli utenti del laboratorio. Questo permette di mettere a disposizione della comunità scientifica connessa alla rete GARR le esperienze maturate dagli operatori e dalle aziende del settore telecomunicazioni che partecipano al Namex, e viceversa.
La condivisione di competenze e punti di vista differenti contribuisce ad accrescere il patrimonio di conoscenze di tutti i partecipanti.
Dal punto di vista tecnico, quali sono le principali difficoltà nel garantire interoperabilità tra vendor diversi?
FL: Una delle principali difficoltà è far convivere implementazioni differenti degli stessi protocolli all’interno di un’unica infrastruttura. Anche quando esistono standard condivisi, ogni vendor può introdurre comportamenti differenti, funzionalità proprietarie o livelli diversi di maturità tecnologica.
Questo diventa particolarmente evidente nelle architetture più avanzate, dove è necessario garantire stabilità operativa, coerenza e semplicità di integrazione tra piattaforme eterogenee.
Un’altra criticità riguarda gli aggiornamenti software: nuove release possono introdurre variazioni di comportamento o incompatibilità che devono essere validate attentamente prima della messa in produzione. Per questo è fondamentale avere un ambiente condiviso di test in cui verificare interoperabilità, performance e affidabilità in scenari realistici.
Come sarà organizzato l’accesso alle risorse dell’Open Lab?
NC: L’accesso alle risorse è riservato ai consorziati Namex e agli afferenti alla rete GARR. Per utilizzare il laboratorio sarà necessario presentare una proposta descrivendo l’esperimento e gli obiettivi. Le richieste potranno essere inviate attraverso un form disponibile sul sito ngopenlab.it e saranno valutate da una commissione dedicata.
Il Namex GARR Open Lab si propone come un’infrastruttura strategica, uno spazio condiviso in cui ricerca, operatori e aziende possono collaborare alla validazione di tecnologie di nuova generazione.
Un’iniziativa che punta a favorire innovazione, interoperabilità e sviluppo di competenze, contribuendo all’evoluzione delle infrastrutture digitali a supporto della comunità scientifica e delle infrastrutture digitali nazionali.
Tecnologie disponibili
- 4 Juniper QFX5120-48Y-8C
- 4 Arista DCS-7020SR-24C2
- 4 Mellanox MSN2010-CB2R
- 3 server Dell PowerEdge C6420 con processori Intel Xeon Gold, 256 GB di RAM e 6 TB di storage
Questa dotazione permette di sperimentare scenari avanzati di networking, automazione e data centre networking in ambienti realistici.




