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PNRR: il bilancio dei progetti TeRABIT e ICSC e il ruolo strategico di GARR

| Sara Di Giorgio | Networking

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I progetti PNRR TERABIT e ICSC hanno rafforzato rete, calcolo e dati per la ricerca italiana.

Nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, i progetti TeRABIT e ICSC rappresentano due interventi strategici per il rafforzamento dell'infrastruttura digitale nazionale, avviati rispettivamente il 1° gennaio 2023 e il 1° settembre 2022. I due progetti prevedono un investimento complessivo superiore ai 360 milioni di euro (41 milioni per TeRABIT e 320 milioni per il Centro Nazionale ICSC), con una quota GARR pari a circa 17,7 milioni per TeRABIT e 15 milioni per ICSC. Grazie a questi interventi, l'Italia ha potuto rinnovare la propria rete nazionale della ricerca, aumentare la capacità di calcolo e consolidare un ecosistema dedicato a HPC, Big Data e tecnologie quantistiche. GARR ha completato le proprie attività nei tempi progettuali (marzo–giugno 2025), senza essere interessato dalle proroghe dei due interventi. I progetti ICSC e TeRABIT si avviano alla conclusione ad aprile 2026.

Questo risultato pone il Paese in una posizione particolarmente favorevole nel contesto europeo. L'economia globale sta attraversando una trasformazione profonda: dalla produzione di beni materiali si è passati alla produzione di nuova conoscenza, un ambito sempre più dominato dalle grandi aziende specializzate in intelligenza artificiale e attraverso l’uso massivo di tecnologie GPU.

La rete GARR conta oltre 120 punti di presenza e raggiunge oggi una capacità complessiva di circa 36 Terabit al secondo sulla dorsale

In questo scenario, l'Europa sconta un ritardo competitivo significativo. Il Rapporto Draghi (settembre 2024) ha evidenziato la necessità urgente di aumentare la capacità di calcolo, investire in infrastrutture HPC e sostenere lo sviluppo di modelli avanzati di intelligenza artificiale. TeRABIT e ICSC, avviati prima della pubblicazione del rapporto, anticipano molte di queste raccomandazioni e consentono oggi all'Italia di presentarsi con un'infrastruttura digitale moderna, scalabile e pienamente coerente con le priorità europee.

In entrambi i progetti, GARR ha svolto un ruolo determinante. All'interno di TeRABIT e ICSC ha guidato la realizzazione della nuova dorsale ottica nazionale ad altissima capacità in nuove aree come la Sardegna e l’Abruzzo, completando la transizione delle aree del Sud Italia alla rete GARR-T e garantendo la connettività avanzata necessaria al funzionamento coordinato dei centri di calcolo distribuiti sul territorio. L'impatto combinato dei due progetti ha permesso di aumentare in modo significativo le prestazioni delle infrastrutture nazionali e di creare un ecosistema digitale coerente, interoperabile e competitivo a livello europeo.

TeRABIT: la nuova infrastruttura digitale del Paese

GARR-T ha segnato un passaggio fondamentale nell'evoluzione dell'infrastruttura di rete nazionale. Il progetto TeRABIT, ha consentito di integrare e potenziare tre asset strategici: la rete GARR-T, il sistema HPC PRACE-Italy e l'infrastruttura distribuita HPC-BD-AI dell'INFN. GARR ha messo a fattor comune tecnologie ottiche di ultima generazione e un'architettura più flessibile e scalabile per i servizi di rete. La nuova configurazione ha migliorato la resilienza, incrementato la capacità trasmissiva e introdotto strumenti avanzati di automazione e orchestrazione.

La rete GARR raggiunge oggi una capacità complessiva di circa 36 Terabit al secondo sulla dorsale e conta oltre 120 punti di presenza distribuiti su tutto il territorio nazionale, con un'estensione complessiva della fibra pari a oltre 24.000 chilometri, risultando la più estesa infrastruttura di connettività per la ricerca e l'istruzione in Europa secondo i dati del report annuale della rete europea GÉANT.

Particolarmente significativo è l'intervento realizzato in Sardegna attraverso il progetto TeRABIT, che ha reso operativo un nuovo anello in fibra di circa 1.100 chilometri e, grazie all’acquisizione di spettro su due cavi sottomarini, ha consentito la realizzazione di quattro collegamenti a 400 Gbps verso la dorsale, garantendo l'integrazione dell'isola nella rete nazionale alle stesse condizioni operative del continente, con una capacità aggregata verso la regione di 1,6 Tbps ulteriormente scalabile. Il sito candidato per l’Einstein Telescope è già oggi connesso alla rete GARR-T tramite due collegamenti a 100 Gbps; il potenziamento dell’infrastruttura regionale rappresenta quindi un passo strategico per assicurare, nel medio periodo, la disponibilità di connessioni ad altissima capacità e bassa latenza, prerequisito essenziale per le future esigenze scientifiche del progetto.

mappa della rete GARR

La rete GARR conta oltre 120 punti di presenza e raggiunge oggi una capacità complessiva di circa 36 Terabit al secondo sulla dorsale

TeRABIT ha inoltre consentito il potenziamento di numerosi punti di presenza GARR sul territorio nazionale. La migrazione verso la nuova infrastruttura ha richiesto un intenso coordinamento operativo, garantendo la continuità dei servizi di rete anche nelle fasi più delicate.

Nell’ambito del progetto TeRABIT, nell’infrastruttura distribuita dell’INFN sono state introdotte le cosiddette bolle HPC, nodi di calcolo collocati in prossimità dei luoghi di produzione dei dati e collegati alla rete nazionale ad alta capacità. Tale approccio consente di avvicinare le risorse computazionali agli utenti, supportando modelli data-intensive e migliorando l'efficienza dei flussi di elaborazione. La creazione della federazione cloud nazionale garantisce inoltre standard uniformi di accesso, interoperabilità e sicurezza, in linea con le principali iniziative europee come EOSC e EuroHPC.

ICSC: il Centro Nazionale del supercalcolo

Il progetto ICSC si configura come uno dei principali interventi nazionali dedicati a supercalcolo, gestione dei dati e tecnologie quantistiche. Il progetto è organizzato con un hub centrale che gestisce la parte amministrativa e undici spoke che hanno il compito di implementare il programma. La struttura con uno spoke trasversale responsabile del potenziamento e della gestione dell’infrastruttura tecnologica (spoke 0) e dieci spoke tematici ha consentito di mettere a sistema un ampio insieme di competenze scientifiche e infrastrutture di calcolo distribuite tra università, enti pubblici di ricerca e partner industriali.

La rete nazionale è stata completamente rinnovata nelle sue componenti ottiche e di trasporto, con particolare attenzione alle regioni del Mezzogiorno

GARR partecipa allo spoke 0, assicurando la connettività avanzata indispensabile per la federazione dei centri di supercalcolo. La rete GARR-T rappresenta infatti l'elemento abilitante per l'accesso omogeneo alle risorse HPC, oggi distribuite in tutto il Paese. Grazie all'infrastruttura rinnovata, è stato possibile consolidare e potenziare sistemi di rilevanza internazionale come il supercomputer Leonardo, incrementato grazie al sistema LISA del 30% in potenza computazionale, e i centri dedicati ai Big Data dell'INFN. Inoltre, sono stati creati due nuovi centri dedicati alla Space Economy ai Laboratori Nazionali di Frascati e alla resilienza ai disastri naturali ed antropici ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Infine, il Tecnopolo di Bologna ha accolto il primo sistema quantistico italiano, integrato nell'ecosistema ICSC per lo sviluppo di applicazioni ibride.

Un’infrastruttura digitale che cambia il Paese

Il contributo congiunto dei progetti TeRABIT e ICSC ha permesso la creazione di un sistema nazionale integrato, in cui rete, calcolo e gestione dei dati operano in modo coordinato. I risultati sono tangibili: la capacità della dorsale è cresciuta fino a circa 36 Terabit al secondo e la rete nazionale è stata completamente rinnovata nelle sue componenti ottiche e di trasporto, con particolare attenzione alle regioni del Mezzogiorno, dove la migrazione è stata completata al 100% nel 2025, con l'infrastruttura di Sicilia, Campania, Puglia e Calabria completamente integrata nella rete GARR-T.

Il progetto GARR-T ha inoltre consentito l'introduzione dello spectrum sharing e la realizzazione di collegamenti diretti a capacità molto elevate, come il link diretto a 1,6 Tbps tra CERN e CNAF con delay sotto i 10 ms, in grado di garantire la capacità necessaria a supporto del calcolo dei nuovi esperimenti LHC previsti nei prossimi anni.

Questo modello favorisce la competitività scientifica del Paese, consente un utilizzo più equo delle risorse e migliora l'accesso ai servizi avanzati anche in aree tradizionalmente meno infrastrutturate.

L'impatto è già visibile in diversi ambiti applicativi. Tra questi, riveste particolare interesse lo sviluppo dell'urgent computing, che consente di generare rapidamente simulazioni e analisi utili alle autorità competenti. Nel progetto UrgentShake, ad esempio, l'elaborazione in tempo quasi reale di modelli sismici è stata resa possibile proprio grazie alla combinazione tra rete ad alta capacità e supercalcolo avanzato, riducendo i tempi di calcolo da diverse ore a pochi minuti e fornendo alla Protezione Civile strumenti concreti per la gestione delle emergenze.

GARR ha svolto un ruolo centrale nei progetti TeRABIT e ICSC, costruendo un'infrastruttura digitale nazionale che posiziona l'Italia ai vertici europei. Questo sistema integrato di rete, calcolo e dati rafforza la competitività scientifica del Paese, abilita nuove frontiere di ricerca e aumenta la capacità di attrarre investimenti e partecipare a collaborazioni internazionali di eccellenza.

mappa OGS

UrgentShake: simulazioni sismiche in tempo quasi reale

UrgentShake è un sistema sviluppato dall’OGS nell'ambito dell'ecosistema Terabit, con il supporto tecnico di CINECA, al quale ora contribuiscono anche alcune università italiane. Ha l'obiettivo di generare simulazioni sismiche in tempo quasi reale, fornendo alla Protezione Civile e alle autorità competenti uno strumento avanzato per supportare le valutazioni immediate successive a un evento tellurico.

Grazie all'integrazione tra la rete ad altissima capacità di GARR e le risorse di supercalcolo di Terabit (HPC Cineca e HPC Bubble INFN), UrgentShake riduce i tempi di elaborazione tradizionali da molte ore o giorni a minuti o poche ore, fornendo scenari del moto del suolo con livelli di dettaglio progressivamente crescenti, utili per la gestione delle diverse fasi dell'emergenza.

Si tratta di uno dei casi d'uso più significativi dell'articolazione tra rete, HPC e Big Data abilitate dal PNRR, con un impatto diretto sulla sicurezza pubblica e sulla capacità del Paese di rispondere in modo tempestivo a eventi critici.

immagine esemplificativa dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso

LNGS: dal nuovo Centro HPC all'arrivo di GARR-T

Ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso è in corso la realizzazione di un nuovo centro HPC nell'ambito del progetto ICSC, con lo scopo di aumentare la resilienza del Paese nel caso di disastri naturali ed antropici. Il centro si sviluppa attorno a risorse dismesse da CINECA negli ultimi anni, integrato da nuovi sistemi HPC dotati di GPU e storage ad alte prestazioni acquisiti dal progetto. Il potenziamento della connettività grazie a due nuovi PoP GARR-T, operativi a collegamenti multipli 100 Gbps, consentirà di integrare in modo più efficace le attività del laboratorio con l'ecosistema nazionale del supercalcolo, ampliando le possibilità di ricerca e collaborazione.

Completato il collegamento dell’infrastruttura trasmissiva ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso - su garr.it

foto di nave posacavi

La rivoluzione digitale della Sardegna

L'intervento realizzato attraverso TeRABIT ha inserito la Sardegna in una posizione centrale all'interno della rete nazionale della ricerca. L'anello in fibra ottica terrestre di circa 1.100 chilometri, l’acquisizione di spettro ottico su due sistemi sottomarini, la realizzazione di collegamenti sottomarini con capacità iniziale (day 0) di 1,6 Tbps verso la dorsale nazionale, garantiscono oggi all'isola condizioni infrastrutturali equivalenti a quelle del continente, con rilevanti ricadute scientifiche e territoriali.

Connessioni sottomarine con la Sardegna: il progetto TeRABIT entra nel vivo - su garr.it

foto di un computer

Dopo il PNRR: le prospettive del Centro Nazionale ICSC

Con la conclusione delle attività PNRR, il Centro Nazionale ICSC avvia una nuova fase dedicata al consolidamento dell'infrastruttura nazionale di supercalcolo, Big Data e tecnologie quantistiche.

Le priorità riguardano il rafforzamento della capacità computazionale e l’evoluzione dei servizi per l’intelligenza artificiale, in continuità con le nuove iniziative europee, tra cui lo sviluppo della AI Factory italiana, a cui ICSC partecipa (bando di gara pubblico e piano operativo definito, in fase di realizzazione) e la prospettiva delle AI Gigafactory continentali, cinque in totale e finanziate al 50% dalla Commissione europea e al 50% dai privati; si tratta di un progetto complesso, per il quale l’Italia si sta candidando e che richiede investimenti dell’ordine di circa 5 miliardi di euro.

ICSC è inoltre diventato nodo della Federazione EOSC, ampliando il proprio ruolo nella condivisione e gestione dei dati della ricerca a livello europeo.

In breve

Che cosa sono i progetti TERABIT e ICSC?

Progetti PNRR dedicati al potenziamento di rete, calcolo e dati per la ricerca.


Qual è stato il ruolo di GARR nei progetti PNRR?

Garantire connettività e integrazione delle infrastrutture nazionali.


Quali benefici hanno portato questi progetti?

Maggiore capacità, riduzione dei divari e rafforzamento dell’ecosistema della ricerca.