Internet è di tutti. 25 anni di ISOC a difesa di un bene comune
| Stefano Giordano | Protagonisti
Internet Society celebra 25 anni di impegno per un Internet aperto, inclusivo e governato come bene comune globale.
Quando, nel 1992, un piccolo gruppo di pionieri dell’allora nascente comunità Internet si riunì a Kobe, in Giappone, per fondare la Internet Society (ISOC), il mondo della rete era ancora un territorio da esplorare. Tra quei protagonisti c’erano anche alcuni di coloro che, nel 2001, avrebbero dato vita al Chapter Italiano, contribuendo a costruire un ponte tra la visione globale di Internet e le specificità del nostro Paese.
A distanza di venticinque anni dalla nascita del capitolo italiano, ISOC continua a rappresentare un punto di riferimento per chiunque creda in un’idea di Internet come bene comune: aperto, globale, sicuro e realmente accessibile a tutte e tutti.
La frase che meglio riassume la filosofia dell’Internet Society è un’affermazione tanto semplice quanto rivoluzionaria: “The Internet is for Everyone.” A formularla, nel 1999, fu Vinton G. Cerf, uno dei padri fondatori della rete e co-fondatore di ISOC, che nel famoso testo “The Internet is for Everyone (But it Won’t Be if …) avvertiva come la rete rischiasse di diventare terreno fertile per nuove disuguaglianze, monopoli, censure e concentrazioni di potere se non fosse stata difesa e progettata con responsabilità.
Quell’avvertimento è diventato la vision ufficiale dell’Internet Society e ancora oggi rappresenta la stella polare dell’intera comunità. La missione di ISOC è chiara: sostenere e promuovere lo sviluppo di Internet come infrastruttura globale, come risorsa che arricchisce la vita delle persone e come forza positiva per la società.
Nel nostro Paese, ciò significa lavorare ogni giorno su temi che sono diventati pilastri della cultura digitale:
- Accessibilità universale: nessuno deve essere escluso dalla rete per motivi economici, geografici, politici, fisici o culturali;
- Libertà e apertura: Internet deve rimanere una piattaforma interoperabile, priva di barriere artificiali e accessibile all’innovazione bottom-up;
- Inclusione digitale: non solo utenti: cittadini digitali attivi, capaci di partecipare, creare, contribuire,
- Diritti e libertà fondamentali: privacy, libertà di espressione, diritto alla conoscenza sono elementi essenziali della società dell’informazione e della conoscenza;
- Sviluppo sostenibile: la trasformazione digitale non può essere disgiunta dalla sostenibilità economica, ambientale e sociale. Internet non è solo un’infrastruttura, ma anche uno strumento per migliorare l’educazione, l’economia e la coesione sociale;
- Governance partecipativa: le regole della rete non appartengono solo ai governi ma devono essere costruite insieme a tecnici, aziende, istituzioni, accademia, comunità civiche, volontari.
Il Chapter Italiano incarna questa filosofia attraverso una comunità eterogenea: ingegneri, giuristi, sociologi, imprenditori, psicologi, studenti, pionieri della rete e semplici appassionati. È proprio nella diversità di questi contributi che risiede la forza dell’associazione: nessuno, da solo, potrebbe avere lo stesso impatto.
Nel tempo, Internet si è trasformata: non è più solo un “postino di bit” ma è diventata una piattaforma integrata che unisce comunicazione, processamento, storage e sensing, abilitando soluzioni complesse e spesso altamente specialistiche.
Il futuro della rete, in Italia come nel mondo, richiederà tecnologie aperte, a cui si possa “mettere le mani dentro”, competenze diffuse, la consapevolezza che innovazione significa anche assumersi responsabilità, una forte attenzione human-centric.
Le maggiori innovazioni della storia di Internet sono nate proprio dove gli utenti hanno potuto sperimentare, rischiare, costruire. Ma la tecnologia non può sostituire la responsabilità umana: per questo ISOC continuerà a promuovere una cultura che mette al centro le persone, i territori, le comunità, le imprese, non solo i grandi player globali.
Oggi la sfida è fare in modo che la rete continui ad essere un bene comune, uno strumento per migliorare la salute, il lavoro, l’educazione, lo sviluppo umano e la coesione sociale.
Celebrare il venticinquennale del capitolo italiano significa quindi riconoscere il valore di una comunità che da anni lavora con rispetto, apertura e responsabilità.
Significa ribadire che Internet è un patrimonio di tutti, e che il suo futuro dipende da noi: da come scegliamo di governarlo, svilupparlo, proteggerlo.
Internet è per tutti. Ma soprattutto, Internet è di tutti.
In breve
Che cos’è ISOC?
L’Internet Society, organizzazione che promuove un Internet aperto.
Perché Internet è considerato un bene comune?
Perché è fondamentale per conoscenza, partecipazione e sviluppo.
Quali valori difende ISOC?
Apertura, accessibilità e neutralità della rete.







