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credits: Edoardo Angelucci, GARR
Si parla di: GN33

Il filo

| Claudia Battista | Editoriali

Articolo letto 25 volte

Care lettrici, cari lettori,

la parola che attraversa questo numero è sostenibilità, intesa nel suo significato più ampio: ambientale, tecnologico, economico e sociale. Non come obiettivo astratto, ma come criterio guida per progettare infrastrutture digitali capaci di durare nel tempo, adattarsi al cambiamento e continuare a generare valore per la comunità della ricerca e dell’istruzione.

La sostenibilità passa innanzitutto dal modo in cui progettiamo e gestiamo le infrastrutture fisiche. I data centre, cuore pulsante della trasformazione digitale, sono chiamati a conciliare potenza di calcolo e responsabilità ambientale. L’evoluzione verso modelli basati su osservabilità avanzata, AI e gestione predittiva dell’energia indica una direzione di sviluppo lungo la quale è possibile migliorare l’efficienza complessiva e ridurre consumi ed emissioni, mantenendo alti livelli di prestazioni e affidabilità. Un percorso progressivo che punta a rendere il data centre un ecosistema sempre più intelligente e sostenibile.

In questa direzione si colloca anche l’automazione della rete GARR con PACMAN, che racconta un cambiamento culturale prima ancora che tecnologico: processi condivisi, modelli ripetibili e una gestione più affidabile di infrastrutture sempre più complesse.

Nella stessa prospettiva si inseriscono gli investimenti del PNRR, con i progetti TeRABIT e ICSC, che hanno contribuito a costruire un’infrastruttura nazionale integrata di rete, calcolo e dati, riducendo i divari territoriali e creando le condizioni perché le infrastrutture realizzate oggi restino utili e scalabili anche domani.

Sostenibilità significa anche resilienza. La sicurezza diventa un pilastro della trasformazione digitale e i Security Days e i gruppi di lavoro GARR mostrano come la risposta più efficace alle minacce informatiche sia collettiva, basata su formazione, strumenti comuni e condivisione delle esperienze.

La sostenibilità passa inoltre attraverso servizi capaci di garantire un accesso equo e affidabile alle risorse digitali. L’esperienza dell’Università Ca’ Foscari con eduVPN dimostra come sia possibile modernizzare l’accesso remoto migliorando sicurezza e usabilità, riducendo costi e barriere per gli utenti.

Allargando lo sguardo, la sostenibilità assume una dimensione strategica europea. Le reti della ricerca rappresentano un pilastro spesso invisibile ma decisivo dell’autonomia digitale del continente.

In filigrana emerge un messaggio chiaro: la sostenibilità non nasce da una singola tecnologia o da un singolo progetto, ma da scelte coerenti, collaborazione e capacità di tenere insieme innovazione e responsabilità.

È questa visione che rende le infrastrutture digitali affidabili, condivise e capaci di durare nel tempo.

Buona lettura!