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EOSC entra nella fase operativa

| Sara Di Giorgio | Internazionale

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L’European Open Science Cloud passa dalla progettazione ai servizi operativi per la ricerca europea.

L’EOSC Symposium 2025, svoltosi a Bruxelles dal 3 al 5 novembre, ha rappresentato un passaggio cruciale per l’attuazione della European Open Science Cloud (EOSC) e per l’avvio operativo della EOSC Node Federation, una nuova infrastruttura destinata a federare dati, servizi e risorse digitali per la ricerca in Europa.

L’evento, promosso dall’EOSC Association con il sostegno della Commissione europea, ha riunito circa 500 rappresentanti del mondo della ricerca, delle istituzioni e delle infrastrutture digitali, sottolineando la volontà di proseguire con determinazione verso un ecosistema federato realmente operativo e sostenibile.

Durante la sessione inaugurale, Marc Lemaître, Direttore Generale della DG Research & Innovation, ha delineato il quadro politico e strategico della federazione, ribadendo il ruolo centrale dell’Europa nella gestione dei dati scientifici e nella cooperazione internazionale: “Dobbiamo agire insieme per completare velocemente la federazione e farne la spina dorsale dell’ecosistema digitale della ricerca e dell’innovazione europea.”

Il successivo intervento di Robbert Dijkgraaf, Presidente eletto dell’International Science Council, ha ampliato la prospettiva al contesto globale, sottolineando come la gestione integrata dei dati e delle infrastrutture digitali sia ormai essenziale per affrontare le grandi sfide della scienza contemporanea, dal cambiamento climatico alla salute pubblica.

Due nodi italiani tra i primi tredici della Federazione EOSC

L’Italia si è distinta come unico paese europeo con due nodi attivi nella prima fase di costruzione della federazione, selezionati nel febbraio 2025 dopo un processo competitivo di sei mesi che ha coinvolto oltre 100 candidature.Tra i 13 nodi selezionati in Europa, l’Italia è rappresentata dal nodo nazionale ICSC, il Centro nazionale di ricerca in High Performance Computing, Big Data and Quantum Computing, designato come EOSC National Node | Italy, e dal nodo tematico Blue-Cloud, dedicato alla scienza marina e coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche.

La candidatura e la creazione del nodo nazionale ICSC sono state possibili grazie al supporto dell’intera comunità italiana ed in particolare dai membri di ICDI (Italian Computing and Data Infrastructure), l’iniziativa nazionale per l’Open Science Cloud guidata da GARR, che ne rappresenta l’Italia all’interno della EOSC Association come “mandated organisation”. ICDI riunisce esperti provenienti dalle principali infrastrutture di ricerca e digitali italiane, promuovendo la transizione verso la Scienza Aperta e l’applicazione dei principi FAIR. Tra l’altro attraverso il centro di competenza di ICDI, GARR ha coordinato anche il progetto europeo Skills4EOSC, recentemente concluso e diventato un punto di riferimento per le attività di training e per l’upskilling dei ricercatori nella Federazione EOSC.

Il nodo nazionale ICSC offre un catalogo iniziale di servizi messi a disposizione dalla comunità di ICDI, infrastrutture di calcolo e servizi avanzati per la ricerca, sviluppando flussi di lavoro federati per l’analisi di grandi dataset. Il nodo tematico Blue-Cloud, invece, evolve verso un ecosistema federato per la Digital Twin of the Ocean, mettendo a disposizione Virtual Research Environments, servizi di calcolo e strumenti analitici per la ricerca oceanografica e la blue economy.

I tre use case che mostrano il potenziale della Federazione EOSC

Uno dei momenti più attesi del Symposium è stato l’intervento dei coordinatori dei tre casi d’uso scientifici cross-node, che hanno offerto alla comunità una prima dimostrazione operativa di una rete federata di dati e servizi FAIR.

Durante la presentazione è stato mostrato in tempo reale come un ricercatore possa utilizzare la Federazione EOSC. Grazie a un unico punto di accesso e all’infrastruttura federata di autenticazione e autorizzazione, è possibile muoversi agevolmente tra i repository di dati dei diversi nodi, sfruttando servizi di calcolo, strumenti di intelligenza artificiale e risorse analitiche condivise. Giovanni Guerrieri del CERN ha illustrato come sia possibile “ri-creare” una grande scoperta di fisica delle particelle combinando dati storici e potenza di calcolo distribuita. Björn Grüning di Galaxy Europe/Università di Friburgo ha mostrato come enormi dataset di immagini possano essere elaborati attraverso workflow riutilizzabili per affrontare sfide scientifiche in astrofisica, clima e scienze marine. Infine, Andreas Türk di BBMRI-ERIC ha evidenziato come modelli diagnostici basati su intelligenza artificiale, validati in un ospedale, possano essere applicati in tempo reale a immagini provenienti da un altro ospedale, garantendo sicurezza e interoperabilità. Questi esempi dimostrano chiaramente come la Federazione EOSC possa abilitare una ricerca collaborativa, trasparente e riproducibile, trasformando il modo in cui la scienza europea affronta le proprie sfide.

Il nodo italiano ICSC ha fornito un contributo essenziale a due use case: quello del CERN sui workflow di analisi distribuita e quello BBMRI-ERIC sullo studio di immagini mediche, dove il contributo del nodo italiano è stato fondamentale.

Una tappa chiave per l’Europa della Scienza Aperta

Un momento simbolico del Symposium è stata la firma del Memorandum of Understanding (MoU) tra la EOSC Association e i rappresentanti dei primi nodi candidati alla federazione, che ha sancito l’avvio formale della fase operativa della EOSC Federation. Durante la seconda giornata, i lavori si sono concentrati sulla governance dei nodi, sull’allineamento tecnico e sull’avvio della call per la seconda ondata di nodi (prevista per la primavera 2026), che sarà sostenuta da un finanziamento complessivo di 1,6 milioni di euro, erogato tramite cascading grants attraverso il progetto EOSC Gravity.

Nel corso dei tre giorni di lavoro, il Symposium ha offerto un confronto ampio e dinamico sul ruolo centrale di EOSC nella trasformazione digitale del sistema europeo della ricerca. Le sessioni plenarie e parallele hanno affrontato temi chiave come la costruzione di un ambiente di fiducia, sicuro e sovrano per i dati e i servizi FAIR, la valorizzazione delle iniziative nazionali che accelerano l’attuazione di EOSC e la definizione di nuovi incentivi per favorire la partecipazione dei ricercatori e l’apertura verso innovatori, start-up e imprenditori accademici. Ampio spazio è stato dedicato anche alla formazione e allo sviluppo delle competenze necessarie per operare in un contesto di Scienza Aperta, con particolare attenzione ai ruoli emergenti dei data steward e del personale di supporto alla ricerca.

In sintesi, il Symposium 2025 ha dato una prova concreta che la European Open Science Cloud rappresenta uno dei pilastri della futura infrastruttura scientifica europea. Come indicato nel rapporto Heitor sulla competitività europea, l’EOSC ha il potenziale per diventare l’infrastruttura più ampiamente utilizzata in Europa, se sviluppata nel modo giusto. I risultati presentati a Bruxelles mostrano che l’Europa sta effettivamente percorrendo questa strada e che l’Italia, con la sua partecipazione attiva, è parte integrante e gioca un ruolo di spicco in questo processo di crescita e cooperazione scientifica.

Il percorso proseguirà nel 2026, con la fase di entrata in produzione formale dei nodi, consolidando ulteriormente la rete europea.

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Che cos’è l’EOSC?

Il Cloud Europeo per la Scienza Aperta (EOSC), lanciato nel 2018 dalla Commissione europea, facilita l’accesso e il riutilizzo dei dati della ricerca, promuovendo una scienza basata sui dati sicura e interoperabile. EOSC è coordinato dall'EOSC Association, che gestisce un accordo di partenariato con la Commissione, condiviso anche da Stati Membri e Paesi associati a Horizon Europe. EOSC mira a creare un’infrastruttura digitale federata composta da Nodi, Nodi Tematici e Nodi Nazionali, basata sui principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable) della Scienza Aperta, rafforzando al contempo la sovranità dei dati europei e la competitività del continente nell’economia globale della conoscenza.

In breve

Che cos’è EOSC?

L’European Open Science Cloud, l’infrastruttura europea per la ricerca aperta.


Cosa significa che EOSC entra nella fase operativa?

Che i servizi passano dalla sperimentazione all’uso concreto.


Chi può utilizzare i servizi EOSC?

Ricercatori e istituzioni europee.