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Il pilastro invisibile dell’autonomia digitale in Europa

| Elis Bertazzon | Internazionale

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Le reti della ricerca sono un elemento chiave, spesso invisibile, dell’autonomia digitale europea.

Invisibili ma necessarie, GÉANT e le reti nazionali della ricerca sono infrastrutture imprescindibili per la strategia digitale dell’Unione europea. Questo è il messaggio emerso dalla conferenza organizzata da GÉANT a Bruxelles lo scorso ottobre, che ha riunito circa 65 rappresentanti di alto livello provenienti da reti nazionali della ricerca (NREN) del continente, da sei diverse Direzioni Generali della Commissione europea, dagli Stati membri e dalle comunità universitarie e bibliotecarie. L’incontro è stata l’occasione per riflettere sui risultati raggiunti dalla comunità GÉANT negli ultimi anni e sulle prospettive future in un contesto segnato da rapidi cambiamenti tecnologici e geopolitici, anche in vista dell’avvio di un nuovo ciclo di finanziamento pluriennale dell’Unione, il MFF 2028.

Al centro del dibattito: connettività sicura, accesso ai dati e trasformazione digitale, elementi chiave per un’Europa digitale sovrana, competitiva e aperta alla cooperazione globale

Al centro del dibattito: connettività sicura, accesso ai dati e trasformazione digitale, elementi chiave per un’Europa digitale sovrana, competitiva e aperta alla cooperazione globale.

Un’infrastruttura digitale capillare e strategica che si estende in tutto il continente

Le reti della ricerca e i loro servizi sono un bene pubblico strategico per l’Europa, anche se, per loro natura, questi sono poco percepiti dagli utenti finali, queste le parole della CEO di GÉANT Lise Fuhr. Connettività ad alte prestazioni, sicurezza, gestione delle identità digitali e accesso affidabile ai dati sono oggi elementi essenziali per sostenere la cooperazione scientifica e la competitività del sistema europeo della ricerca. Appare quindi evidente come la collaborazione tra GÉANT, le NREN e la Commissione europea sia il pilastro dell’autonomia digitale per la ricerca e l’alta formazione in Europa.

Per dare un esempio di quanto sia tangibile l’impatto di queste infrastrutture digitali, spesso sottovalutate, Fuhr ha ricordato eduroam, uno dei servizi più riconoscibili della comunità GÉANT, che nel solo 2024 ha registrato oltre 8,4 miliardi di autenticazioni di studenti e ricercatori in tutto il mondo.

Le reti nazionali della ricerca, insieme alla dorsale europea GÉANT, costituiscono infatti un’infrastruttura fisica capillare al servizio di circa 50 milioni di utenti in 38 paesi. Si tratta di una federazione basata su fiducia e collaborazione, capace di trasformare investimenti e competenze nazionali in un ecosistema europeo resiliente, interoperabile e sostenibile. Per questo motivo sono necessarie politiche europee coerenti e investimenti di lungo periodo nelle infrastrutture digitali pubbliche, per rafforzare l’autonomia digitale dell’Europa e ridurre la frammentazione degli interventi.

In questo contesto, si inserisce anche la Strategia GÉANT 2026, che mira a rafforzare il posizionamento di GÉANT insieme alle NREN nazionali come infrastruttura digitale di riferimento per la ricerca europea, aumentando la visibilità e il dialogo con le istituzioni europee a Bruxelles. L’obiettivo è rendere più evidente, anche a livello politico, il valore generato da GÉANT e dalle NREN, contribuendo in modo proattivo alla definizione delle politiche europee su ricerca, innovazione e infrastrutture digitali.

Le sfide della connettività e della libertà accademica

Le reti della ricerca rendono possibile la cosiddetta “quinta libertà” europea, ossia la libera circolazione della conoscenza, elemento essenziale per l’economia e il progresso della scienza in Europa. Come ricordato da Liina Munari (DG CONNECT), l’Unione sta investendo in supercalcolo, AI e piattaforme digitali per la ricerca e per fare questo spetta a GÉANT connettere e rendere interoperabili questi ecosistemi. Andrea Leone (DG INTPA) ha ampliato la dimensione internazionale, richiamando l’importanza di reti affidabili e sicure per la cooperazione con regioni come i Balcani occidentali e l’Africa e per la riduzione delle dipendenze tecnologiche in un contesto geopolitico complesso. Willi Stieger (DG ENEST) ha citato iniziative, come il progetto Medusa, che mira a migliorare le connessioni digitali con l'Africa del Nord con lo scopo di rafforzare la connettività, contrastare la vulnerabilità delle infrastrutture esistenti (viste le crisi nel Mar Rosso) e sostenere la strategia Global Gateway dell'UE.

Le reti della ricerca rendono possibile la cosiddetta quinta libertà europea, ossia la libera circolazione della conoscenza

Come ricordato poi da Ronan Byrne, CEO della NREN irlandese HEAnet, le reti nazionali della ricerca costituiscono un sistema vasto e capillare su tutto il continente, un insieme di asset sensibili e altamente resilienti che non solo garantiscono sicurezza e continuità dei servizi, ma rappresentano anche ambienti privilegiati per la sperimentazione di tecnologie innovative, consentendo di testare nuove soluzioni – dal fibre sensing ad altre applicazioni emergenti – prima che queste arrivino sul mercato. Un valore aggiunto strategico che rafforza il ruolo delle NREN e di GÉANT come infrastrutture chiave per l’innovazione europea.

Accesso ai dati: fiducia e sovranità

Affrontare il tema della liberà accademica significa soffermarsi sul delicato equilibrio tra apertura dei dati, sicurezza e sovranità digitale. Su questo, Javier López Albacete (DG RTD), Stefan Hanslik (e-IRG), Heidi Fraser-Krauss (Jisc) e Klaas Wierenga (GÉANT) hanno ribadito che la ricerca deve rimanere aperta, collaborativa e riproducibile, ma che l’accesso ai dati richiede modelli di governance solidi e affidabili, soprattutto quando strumenti chiave e grandi dataset risiedono al di fuori dell’Unione europea. Le federazioni EOSC sviluppate dalle NREN sono state indicate come un esempio di risposta europea a queste sfide, insieme alla necessità di ridurre la complessità per gli utenti finali e valorizzare meglio le infrastrutture esistenti.

Digital Transformation: connettività, AI e sostenibilità

La capacità delle infrastrutture pubbliche europee di tenere il passo con l’evoluzione tecnologica sarà una variabile decisiva nelle scelte del prossimo Quadro finanziario pluriennale e di FP10.

Jean-David Malo (DG RTD) ha illustrato la strategia europea per un ecosistema digitale sovrano e competitivo, richiamando il ruolo di iniziative come AI for Science (RAISE). Peter Szegedi (DG CNECT) ha sottolineato come l’intelligenza artificiale rappresenti ormai una vera infrastruttura trasformativa che senza la dorsale di GÉANT non potrebbe funzionare. Katrin Amunts (EBRAINS) ha evidenziato la crescente dipendenza delle scienze ad alta intensità di dati da infrastrutture integrate, mentre Kimmo Koski (CSC – IT Center for Science) ha ricordato come gli investimenti in infrastrutture digitali pubbliche producano ritorni molto elevati e siano cruciali per la competitività europea, anche alla luce delle sfide di sostenibilità dei data centre.

Sono necessarie politiche europee coerenti e investimenti di lungo periodo nelle infrastrutture digitali pubbliche, per rafforzare l’autonomia digitale dell’Europa e ridurre la frammentazione degli interventi

Una visione condivisa per il futuro

In conclusione di questo evento è emersa con chiarezza la necessità di una collaborazione continua e strutturata tra NREN, GÉANT e Commissione europea, come condizione essenziale per affrontare le sfide future della ricerca e dell’istruzione. L’Europa ha bisogno di infrastrutture digitali allineate, interoperabili e federate, capaci di garantire un accesso semplice e sicuro a dati e risorse digitali. Con questa iniziativa, GÉANT insieme a tutte le NREN hanno confermato il proprio ruolo di attori chiave della trasformazione digitale europea, unendo infrastrutture, competenze e comunità per rafforzare l’economia della conoscenza e la competitività dell’Unione nel lungo periodo.

Vai al sito dell'iniziativa:  dte.geant.org

In breve

Che cosa si intende per autonomia digitale europea?

La capacità di controllare infrastrutture e tecnologie strategiche.


Qual è il ruolo delle reti della ricerca?

Garantire connettività avanzata, resiliente e indipendente.


Perché queste infrastrutture sono poco visibili?

Perché operano dietro le quinte, ma sono essenziali.