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Reti per un'epoca nuova: interconnessione, neutralità e sovranità digitale nell'Internet italiano

| Maurizio Goretti | Protagonisti

Internet è oggi infrastruttura strategica e politica globale. Interconnessione, neutralità e sovranità digitale sono le chiavi per un ecosistema aperto, resiliente e indipendente.

Maurizio Goretti durante un intervento alla Conferenza GARR 'Frontiere digitali' a Bari nel maggio 2025 - credits: Edoardo Angelucci

Maurizio Goretti, CEO di Namex, durante un intervento alla Conferenza GARR "Frontiere digitali" a Bari nel maggio 2025

Internet è diventata un elemento essenziale delle nostre società e, di conseguenza, una componente sempre più rilevante della politica internazionale. Dalla crescita economica alla ricerca scientifica, dalla sicurezza nazionale all’accesso all’informazione, una parte significativa della nostra vita collettiva dipende oggi dal corretto funzionamento della rete.

Nonostante la crescente importanza strategica di Internet, il suo controllo rimane ancora ampiamente distribuito tra migliaia di reti indipendenti, organizzazioni tecniche, operatori, istituzioni accademiche e soggetti privati. Questa decentralizzazione rappresenta una delle principali ragioni del successo e della resilienza della rete e merita di essere preservata in un contesto caratterizzato da una crescente concentrazione del potere digitale.

In questo scenario, realtà neutrali e non profit come GARR e numerosi Internet Exchange Point europei, tra cui il Namex di Roma, rappresentano qualcosa di prezioso e sempre più raro: infrastrutture al servizio di tutti, non di qualcuno. Un ruolo spesso silenzioso, ma fondamentale, in un ecosistema dominato da pochi grandi attori globali.

Al di là delle dinamiche di potere e delle strategie geopolitiche, Internet rimane prima di tutto un’infrastruttura fisica: data centre, armadi stradali, chilometri di fibra ottica, compresi quelli adagiati sui fondali marini, vulnerabili tanto alle ancore dei pescherecci quanto alle tensioni geopolitiche. E poggia soprattutto sulle persone che ogni giorno progettano, gestiscono e mantengono operative queste infrastrutture.

Negli ultimi trent’anni il progresso delle telecomunicazioni è stato raccontato soprattutto come una corsa alla velocità: più banda, meno latenza, maggiore capacità. Oggi il cambiamento riguarda qualcosa di più profondo. Le infrastrutture digitali non sono più soltanto un mezzo per trasportare dati, ma una componente essenziale della competitività economica, della ricerca scientifica, della sicurezza nazionale e della sovranità di un Paese.

Se la sfida degli ultimi decenni è stata costruire reti sempre più veloci, quella dei prossimi sarà costruire reti resilienti, neutrali e strategicamente autonome.

Realtà neutrali e non profit come GARR e numerosi Internet Exchange Point europei, tra cui il Namex di Roma, rappresentano qualcosa di prezioso e sempre più raro

Internet come federazione di reti

Una delle caratteristiche più affascinanti di Internet è che, contrariamente a quanto si pensa comunemente, non è una singola rete. Internet è una federazione di migliaia di reti indipendenti che cooperano attraverso protocolli condivisi e accordi di interconnessione.

Questa complessità è però diventata progressivamente invisibile. Molti tendono ormai a identificare Internet con poche grandi piattaforme digitali: se un’applicazione non funziona, la percezione è spesso che sia Internet ad essere guasto. Dietro ogni servizio digitale esiste invece una rete articolata di infrastrutture, operatori, punti di interconnessione e comunità tecniche che cooperano quotidianamente per garantirne il funzionamento: una realtà distribuita che vale la pena rendere visibile.

Questa architettura rappresenta uno dei principali fattori di successo della rete. Nessun soggetto controlla Internet nel suo insieme, ed è fondamentale che questa caratteristica venga preservata anche nel futuro. Ogni rete contribuisce al funzionamento dell’ecosistema attraverso relazioni di cooperazione tecnica ed economica che consentono alla rete delle reti di operare come un insieme coerente.

In questo contesto l’interconnessione assume un ruolo fondamentale. Gli Internet Exchange Point (IXP), come Namex, consentono agli operatori di telecomunicazioni, alle reti della ricerca, ai fornitori di contenuti e ai cloud provider di scambiare traffico localmente, riducendo la dipendenza da percorsi internazionali e migliorando l’efficienza complessiva del sistema.

L’interconnessione locale genera benefici concreti: riduce la latenza, migliora la qualità dei servizi, ottimizza l’utilizzo delle infrastrutture di trasporto e aumenta la resilienza dell’ecosistema nazionale. Oggi gran parte del traffico destinato agli utenti italiani può essere scambiato all’interno del Paese senza dover attraversare infrastrutture estere, come accadeva frequentemente negli anni Novanta.

Il valore della neutralità infrastrutturale

Quando si parla di neutralità, il dibattito pubblico si concentra spesso sul concetto di net neutrality, cioè sul trattamento non discriminatorio del traffico Internet. Esiste però un'altra forma di neutralità meno visibile ma altrettanto importante: la neutralità delle infrastrutture.

Un'infrastruttura neutrale è aperta alla partecipazione di tutti gli attori del mercato secondo criteri trasparenti e non discriminatori. Gli Internet Exchange Point carrier-neutral e i data centre carrier-neutral rappresentano esempi concreti di questo modello.

La neutralità infrastrutturale favorisce la concorrenza, stimola l'innovazione e riduce le asimmetrie di potere all'interno dell'ecosistema digitale. Operatori di dimensioni diverse possono interconnettersi su basi paritarie, favorendo lo sviluppo di mercati aperti e dinamici.

In Europa questo approccio ha trovato particolare espressione nel modello degli IXP community-based e non profit, come AMS-IX, LINX e Namex, sviluppato grazie alla collaborazione tra operatori, comunità tecniche e mondo della ricerca. Tale modello ha contribuito in modo significativo alla crescita dell'Internet europeo, promuovendo efficienza, trasparenza e cooperazione.

La neutralità infrastrutturale favorisce la concorrenza, stimola l'innovazione e riduce le asimmetrie di potere all'interno dell'ecosistema digitale

Sovranità digitale: una questione di resilienza

Negli ultimi anni il concetto di sovranità digitale è entrato stabilmente nel dibattito europeo. Si tratta tuttavia di un tema complesso che rischia talvolta di essere interpretato in modo semplicistico.

La sovranità digitale non coincide con l'autarchia tecnologica né con l'isolamento rispetto all'ecosistema globale. Al contrario, può essere intesa come la capacità di un sistema economico e sociale di mantenere libertà di scelta, controllo sulle infrastrutture strategiche e capacità di resilienza di fronte a cambiamenti tecnologici, economici o geopolitici.

La crescente concentrazione di servizi digitali nelle mani di pochi grandi attori globali pone interrogativi legittimi sulla dipendenza tecnologica e sulla capacità dell'Europa di preservare autonomia decisionale in settori strategici come il cloud computing, l'intelligenza artificiale e la gestione dei dati.

In questo contesto, infrastrutture neutrali, distribuite e interoperabili come Namex e GARR assumono un'importanza crescente.

La geopolitica delle reti

Le infrastrutture digitali e le grandi piattaforme che vi operano sono diventate strumenti capaci di influenzare non soltanto l'economia, ma anche la formazione dell'opinione pubblica. Per questo motivo le reti sono oggi un elemento centrale della geopolitica contemporanea.

I cavi sottomarini trasportano la quasi totalità del traffico Internet tra continenti e costituiscono una delle infrastrutture più critiche dell'economia globale. Eventi recenti hanno dimostrato quanto la continuità operativa di tali infrastrutture possa essere influenzata da tensioni geopolitiche, conflitti regionali o incidenti lungo le principali rotte marittime.

In questo scenario il Mediterraneo sta tornando a ricoprire un ruolo strategico. Storicamente crocevia di commerci e culture, oggi può rappresentare anche uno snodo fondamentale delle comunicazioni digitali tra Europa, Africa, Medio Oriente e Asia.

L'Italia, grazie alla propria posizione geografica, si trova al centro di numerose rotte digitali internazionali e può svolgere un ruolo importante nello sviluppo di un ecosistema europeo più resiliente e interconnesso. La presenza di infrastrutture di interconnessione efficienti e di una rete capillare di data centre e punti di scambio contribuisce a rafforzare questa posizione strategica.

La storia di Internet dimostra che i risultati migliori si ottengono quando reti indipendenti collaborano all'interno di ecosistemi aperti e condivisi

Il ruolo della ricerca e della rete GARR

La storia di Internet è spesso raccontata come una successione di innovazioni tecnologiche, ma è soprattutto la storia di una collaborazione continua tra ricerca, comunità tecniche, operatori di rete, istituzioni pubbliche e industria privata. Molte delle tecnologie fondamentali che rendono possibile il funzionamento della rete sono nate nell'ambito di programmi di ricerca pubblici e collaborativi; altre sono state sviluppate dal settore privato e successivamente adottate su scala globale. Questa contaminazione tra mondi diversi rappresenta uno degli elementi distintivi dell'evoluzione di Internet.

Le reti della ricerca hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo particolare all'interno di questo ecosistema: quello di laboratori aperti per la sperimentazione e l'innovazione. Dalle reti ottiche ad alte prestazioni alle federazioni di identità digitali, fino ai più recenti progetti nel campo della cybersecurity e del quantum networking, il mondo della ricerca contribuisce a esplorare soluzioni che potranno trovare applicazione più ampia negli anni successivi.

In questo contesto la rete GARR continua a rappresentare molto più di una semplice infrastruttura di connettività per università e centri di ricerca. È una piattaforma di collaborazione, sperimentazione e trasferimento tecnologico che mette in relazione il mondo accademico, le istituzioni e l'ecosistema delle telecomunicazioni.

La partecipazione attiva agli Internet Exchange Point italiani, come il Namex di Roma, consente a GARR di scambiare traffico localmente con operatori commerciali, CDN e cloud provider, riducendo latenze e dipendenze da percorsi internazionali. Questo modello di interconnessione aperta rappresenta un esempio concreto di come cooperazione tecnica e mercato possano rafforzarsi reciprocamente.

Gli IXP neutrali svolgono inoltre un ruolo di ponte tra il mondo della ricerca e l'Internet commerciale. Nel corso di oltre trent'anni di sviluppo dell'ecosistema Internet italiano, numerose iniziative hanno beneficiato di questa collaborazione. Tra gli esempi più recenti vi è Open Lab, una piattaforma collaborativa e multi-vendor nata dalla sinergia tra GARR e Namex, che consente di sperimentare e validare tecnologie di rete di nuova generazione in un contesto aperto e indipendente dai singoli fornitori.

In un settore caratterizzato da una continua accelerazione tecnologica, la capacità di creare spazi di collaborazione tra ricerca, industria e comunità tecniche rimane uno degli strumenti più efficaci per favorire innovazione, resilienza e crescita dell'intero ecosistema digitale.

Guardare oltre la velocità

L'evoluzione delle telecomunicazioni non può più essere descritta esclusivamente attraverso indicatori di capacità trasmissiva. Le sfide che ci attendono riguardano la resilienza delle infrastrutture, la distribuzione delle risorse digitali, la neutralità degli ecosistemi di interconnessione, la sicurezza delle reti e la capacità di preservare autonomia strategica in un contesto globale sempre più complesso.

Interconnessione, neutralità infrastrutturale, cooperazione tra reti, apertura dei mercati e distribuzione del controllo della rete non sono soltanto principi tecnici. Sono elementi essenziali per sostenere innovazione, ricerca, competitività e sovranità digitale. Sono anche, in un certo senso, una scommessa politica: quella che un Internet aperto, plurale e distribuito sia preferibile a uno frammentato tra sovranità nazionali contrapposte o concentrato nelle mani di pochi operatori globali.

La storia di Internet dimostra che i risultati migliori si ottengono quando reti indipendenti collaborano all'interno di ecosistemi aperti e condivisi. Questa non è nostalgia per un passato idealizzato: è una lettura lucida di ciò che ha reso Internet ciò che è, e di ciò che potrebbe eroderne le fondamenta.

Per chi lavora ogni giorno sulle infrastrutture di ricerca e di interconnessione, non è soltanto un principio tecnico.

È una scelta di campo.

In breve

Quali caratteristiche deve assicurarsi la rete per il futuro?

La sfida per il prossimo futuro è costruire reti resilienti, neutrali e strategicamente autonome.


Che benefici portano?

L'interconnessione locale migliora l'efficienza delle connessioni e la qualità dei servizi, aumentando la resilienza delle reti nazionali. Un'infrastruttura neutrale favorisce la concorrenza e l'innovazione e riduce le asimmetrie di potere nell'ecosistema digitale. La sovranità digitale garantisce libertà di scelta e controllo sulle infrastrutture strategiche di fronte ai cambiamenti.


Che ruolo rivestono le reti della ricerca in questo contesto?

Le reti della ricerca svolgono il ruolo di laboratori aperti per la sperimentazione e l'innovazione.

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