Il filo
| Claudia Battista | Editoriali
Care lettrici, cari lettori,
Il filo conduttore che attraversa questo numero è l’autonomia: la facoltà di scegliere per continuare a definirsi e a pensare al di là di ciò che già esiste.
Nel caso delle reti, guardare ai quarant'anni dalla nascita del Gruppo Armonizzazione Reti della Ricerca - GARR - e simbolicamente di Internet in Italia, a partire dal primo “ping” sul collegamento del CNUCE di Pisa, aiuta a ricordare da dove viene questa autonomia: da una comunità scientifica che ha scelto di costruire, insieme, infrastrutture che nessun attore avrebbe potuto realizzare da solo. È la stessa logica che oggi tiene in vita un ecosistema europeo di interconnessione aperta e neutrale, in cui un ruolo importante hanno avuto anche i pionieri dei servizi Internet commerciali che realizzarono i primi Internet eXchange Point indipendenti dagli operatori telefonici monopolisti e con cui GARR ha collaborato fin dall’esordio e continua a collaborare, come nel caso di Namex.
La collaborazione sinergica è al centro di alcuni dei progetti di questo numero. Il Polo Documentario Storico Italiano della Sismologia e Meteorologia nasce dalla sinergia tra INGV, Museo Galileo e una rete di archivi, per trasformare un patrimonio frammentato in conoscenza condivisa. In ambito di cybersecurity, vediamo come sia la condivisione di informazioni tra pari, più che la corsa solitaria, a rendere sostenibile la sicurezza. L'Open Lab nasce dalla collaborazione tra GARR e Namex e permette di sperimentare tecnologie e servizi di rete prima di utilizzarle in produzione. Mettere a fattor comune competenze costruite in anni di formazione, poi, è un altro modo in cui le reti della ricerca si aiutano per continuare a crescere e innovare: è il caso della rinnovata GÉANT eAcademy, sviluppata a più mani da GARR, GÉANT e la rete polacca PSNC.
Un altro legame è quello mosso dalla solidarietà che aiuta ad affrontare anche le situazioni più difficili, come nel caso dell'Humanitarian Support Group, nato dalla solidarietà spontanea della comunità GÉANT verso la rete ucraina URAN e con l'ambizione oggi di aiutare anche altre reti della ricerca ad affrontare crisi improvvise.
Oltre alla collaborazione, l'autonomia si raggiunge anche cercando di "riprendersi le chiavi della casa digitale", ossia attuando delle decisioni che garantiscano nel lungo periodo il mantenimento della libertà di scegliere. È il principio che da anni guida le scelte infrastrutturali di GARR: la strategia della fibra spenta, che ha decuplicato la capacità della dorsale acquisendo capacità anziché noleggiarla, oppure, nell'ambito del cloud e storage, le soluzioni basate sull'open source di Cloud GARR e la sperimentazione di Edustorage per un nuovo modello di archiviazione geodistribuita dei dati della ricerca. Lo stesso approccio lo vediamo nel Workflow Orchestrator, che bypassa i controller proprietari dei vendor per mantenere il totale controllo della propria rete. O ancora nel caso di ANTARES, il copilota AI di GARR interamente ospitato su infrastruttura interna, senza dipendenze da cloud esterni, o di FileSender, che garantisce che i dati della ricerca non lascino mai le infrastrutture della comunità.
Alla luce di questi racconti, ci ricordiamo di quanto l'autonomia non sia un punto di arrivo, ma un esercizio continuo che è necessario per poter continuare a restare liberi di scegliere... e capaci di innovare.
Buona lettura!



