Skip to main content
credits: Canva
Si parla di: cloud servizi risorse open GN34

GARR FileSender: la condivisione dei dati, senza barriere

| Erika Trotto | Servizi

GARR FileSender consente lo scambio sicuro di file fino a 200 GB tra enti di ricerca internazionali. Mihail Avram del team IT GARR spiega come funziona il servizio.

Per università e centri di ricerca, scambiarsi dati è ormai parte integrante del lavoro quotidiano. Dataset di grandi dimensioni, video e materiali di laboratorio: file che spesso superano di molto i limiti delle email o dei servizi cloud più comuni. In questi casi servono strumenti che siano semplici da usare, ma anche affidabili e sicuri.

È da questa necessità concreta che nasce FileSender, un servizio internazionale progettato dalla comunità delle reti della ricerca per condividere file di grandi dimensioni in modo semplice e sicuro, senza dipendere da piattaforme commerciali e senza costi aggiuntivi per la comunità GARR. In Italia il servizio è gestito direttamente da GARR, che ne garantisce affidabilità, sicurezza e continuità operativa. Ne abbiamo parlato con Mihail Avram del team IT GARR.

Come nasce FileSender?

L’esigenza era molto concreta, ovvero permettere a ricercatori, docenti e personale tecnico di scambiare file molto grandi in modo semplice. In tanti casi si parla di decine o centinaia di gigabyte, quantità che i normali strumenti di condivisione non riescono a gestire bene. Le alternative commerciali spesso impongono limiti sulle dimensioni dei file, costi elevati oppure policy che non sempre si adattano alle esigenze della ricerca. FileSender è nato proprio per questo: offrire uno strumento affidabile, immediato e pensato specificamente per il mondo dell’istruzione e della ricerca.

Cosa distingue FileSender dai prodotti commerciali?

La differenza non è solo tecnica, ma strutturale. I file trasferiti restano all’interno dell’infrastruttura GARR, garantendo controllo e sovranità del dato, un aspetto centrale per il mondo della ricerca. L’accesso avviene tramite federazione IDEM, quindi non è necessario creare nuovi account: si utilizza direttamente l’identità istituzionale. Il servizio, basato su software open source, è progettato specificamente per gestire carichi di dati tipici dell’ambiente scientifico, con attenzione a sicurezza, affidabilità e trasparenza.

In che modo questo servizio supporta la collaborazione scientifica a livello nazionale e internazionale?

La ricerca è sempre più distribuita, collaborativa e dipendente dalla condivisione rapida dei dati. In questo contesto, GARR FileSender consente agli utenti della comunità GARR di trasferire file fino a 200 GB anche verso destinatari esterni e non appartenenti alla comunità, in modo semplice e senza complessità operative.

Il servizio FileSender è attivo in 54 paesi nel mondo e solo in Italia sono stati scambiati quasi 180.000 file nell'ultimo anno

Un elemento centrale del servizio è l’integrazione con la rete GÉANT, che interconnette le reti della ricerca e dell’istruzione in Europa. Grazie a questa infrastruttura, lo scambio di dati avviene in modo fluido anche a livello internazionale, garantendo prestazioni elevate indipendentemente dalla distanza geografica.

Secondo i dati aggiornati ad aprile 2026, il servizio FileSender è attivo in 54 paesi nel mondo all’interno delle rispettive comunità nazionali della ricerca e dell’istruzione, con un incremento di 6 paesi rispetto ad aprile 2025.

A cosa serve la funzione dei voucher?

Ad oggi l’utilizzo “tipico” di FileSender è quello di inviare file da parte di un utente della comunità verso altri utenti in tutto il mondo. Tuttavia, oltre al classico invio da un utente a uno o più destinatari, FileSender include una modalità pensata per scenari diversi: la raccolta di file. Con i voucher, un docente, un ricercatore o un project manager può generare una serie di inviti e distribuirli via email. Ogni destinatario, anche se non dispone di credenziali IDEM, riceve un link personale attraverso cui caricare uno o più file entro una scadenza definita. È una funzione particolarmente utile quando il flusso non è lineare, ma coinvolge più contributori che devono inviare materiale verso un unico punto. Il mittente può inoltre monitorare in tempo reale i caricamenti ricevuti direttamente dalla propria dashboard.

Mappa FileSender

Che utilizzo fa oggi la comunità del servizio?

Nel 2025 FileSender ha confermato una crescita costante nell’utilizzo. Sono stati registrati circa 178.900 file trasferiti, per un totale di 115 TB di dati, con circa 78.000 destinatari coinvolti. Numeri che mostrano come il servizio sia ormai parte stabile delle attività quotidiane in ambito accademico e di ricerca.

Come sta evolvendo il servizio?

All’inizio del 2026 è stata rilasciata la versione 3 di FileSender. Le novità sono soprattutto nell’interfaccia, completamente ripensata per essere più intuitiva, e nelle prestazioni, con miglioramenti nei tempi di caricamento e download. Tra gli sviluppi più interessanti c’è anche una funzionalità API sperimentale, che permette l’integrazione con sistemi automatici per il trasferimento dei file senza intervento manuale.

FileSender si è dunque affermato come uno strumento operativo che risponde a un’esigenza molto concreta: rendere lo scambio di dati complessi un’operazione semplice, controllata e integrata nei flussi della ricerca moderna.

In breve

Che cos'è FileSender?

Un servizio internazionale progettato dalla comunità delle reti della ricerca per condividere file di grandi dimensioni in modo semplice e sicuro, in Italia gestito da GARR.


Che utilizzo viene fatto dalla comunità del servizio?

Nel 2025 sono stati trasferiti circa 178.900 file, per un totale di 115 TB di dati, con circa 78.000 destinatari coinvolti. Il servizio può essere usato anche per la raccolta di file tramite la funzione dei voucher.


Quali sono le novità del servizio?

All’inizio del 2026 è stata rilasciata la versione 3 di FileSender, con aggiornamento dell'interfaccia e nelle prestazioni e miglioramenti nei tempi di caricamento e download, nonché una una funzionalità API sperimentale, che permette l’integrazione con sistemi automatici per il trasferimento dei file senza intervento manuale.

Articolo letto 17 volte